Carpenedolo,addio Martina: morta bidella Ravere

Carpenedolo,addio Martina: morta bidella Ravere
06 Agosto 2016 ore 10:24

La comunità di Carpenedolo piange la perdita di Martina Pariotti, la storica bidella che ha visto passare dalle scuole del paese diverse generazioni. Si è spenta ad 86 anni, il 18 luglio, una figura che rappresentava un pezzettino di storia della cittadina bresciana. Per 12 anni, infatti, è stata bidella e custode alla scuola elementare che una volta era presente nella località di Ravere, per poi essere spostata alle scuole del centro. La signora Pariotti, che aveva perso il marito Mario Tonelli ben 25 anni fa per un tumore, è morta per un blocco intestinale dopo essersi sentita male domenica mattina. Momenti concitati per i famigliari, che avevano accompagnato la donna al Pronto soccorso di Montichiari, in seguito la signora Pariotti era stata spostata nel reparto di chirurgia e nella giornata di lunedì era stata operata. Purtroppo, però, non c’è stato niente da fare. Nella sua casa, adesso, non c’è più nessuno. Le finestre, come il cancelletto d’ingresso, sono chiuse. Soltanto un gatto, seduto vicino la porta d’ingresso, sembra voler sorvegliare la porta dell’abitazione, anche se in realtà cerca soltanto un pò di fresco in queste giornate di grande caldo ed umidità. La figlia, Edi Tonelli, che vive in una casa non troppo lontana da quella della madre, racconta che Martina «era una persona buona, sempre disponibile per gli altri e a volte dava una mano in parrocchia quando c’era il grest».

Questa disponibilità, spesso e volentieri, si trasformava in «amore nei confronti delle nipoti», ricorda la figlia Edi. «Nell’ultimo periodo era molto contenta nell’essere diventata bisnonna per ben due volte in tre mesi. I bambini si chiamano Jacopo e Martina». Già, quest’ultimo nome non è certo un caso. Una delle amate nipoti, che in sostanza è stata cresciuta dalla nonna, Jenny ha voluto omaggiare in questo modo la parente recentemente scomparsa. Un modo, forse, per non interrompere quel legame così forte che si era creato nel corso degli anni. Un gesto per ricordare nonna Martina per sempre, attraverso gli occhi della piccola Martina. «Era un legame particolare quello con nonna Martina», afferma la nipote Jenny. Del resto, come già sottolineato, la signora Pariotti voleva davvero bene ai suoi nipoti tra i quali ci sono anche Sara, l’altra figlia di Edi, e Chiara, figlia di Vittorina. E’ nei loro ricordi, nei pensieri e nei gesti che continuerà a vivere la signora Martina Pariotti, che dopo la celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale è stata accompagnata al cimitero locale ed è stata tumulata.

Ma, in realtà, la signora Pariotti vivrà anche nei ricordi di quegli alunni che ha visto crescere e maturare. Molti di loro, ormai, sono donne e uomini adulti e alcuni, ma nonostante ciò hanno voluto darle l’ultimo saluto partecipando al funerale. Un gesto che mette in luce quello che ha seminato la signora Martina nel corso dei suoi anni di lavoro. Un qualcosa che non può essere quantificato, difficilmente descritto, perchè è riuscito a resistere anche alla morte. La campanella ha suonato per l’ultima volta, è vero, ma l’affetto di chi le ha voluto bene nel corso della sua vita non ha una scadenza temporale. E’ qualcosa destinato a rimanere. Dalla periferia di Ravere al centro del paese, la signora Martina si è fatta apprezzare per le sue doti professionali ed umane. Tutti quelli che l’hanno conosciuta parlando di «una donna perbene, sempre disposta a fare il suo lavoro e ad aiutare il prossimo». Qualità ideali per una persona in generale e in particolar modo per chi ha svolto un lavoro a stretto contatto con i bambini.

Valerio Morabito 


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