Cronaca
terribile vicenda

Carol Maltesi: negato il rito abbreviato al suo assassino Fontana

La richiesta era stata da lui avanzata lo scorso 6 ottobre.

Carol Maltesi: negato il rito abbreviato al suo assassino Fontana
Cronaca Valli, 14 Ottobre 2022 ore 10:03

Negato il rito abbreviato all'assassino di Carol Maltesi, Davide Fontana.

Richiesta respinta

Il 43enne che aveva confessato di aver ucciso la 26enne Carol Maltesi lo scorso 6 ottobre aveva avanzato la richiesta di rito abbreviato. Se la richiesta fosse stata accolta Fontana avrebbe ottenuto la riduzione di un terzo della pena, in caso di condanna. Come riportato da PrimaBergamo ieri (giovedì 13 ottobre 2022) il gup di Busto Arsizio ha però rigettato la domanda avanzata al 43enne.

Temeva potesse andarsene da lui

L'uomo, 43 anni di professione bancario, e la ragazza, sua vicina di casa, avevano avuto una relazione sentimentale durata per poco. Sembrerebbe che, a muovere l'istinto omicida di Fontana, sia stata la gelosia: la ragazza aveva da poco intrapreso la carriera da pornostar e il 43enne pensava che tale scelta l'avrebbe portata, prima o poi, a decidere di lasciare Rescaldina nel Milanese per tornare a Verona da suo figlio di soli sei anni  avuto da una precedente relazione. Proprio a Rescaldina  Fontana si era trasferito per stare più vicino alla compagna.  Stando a quanto raccontato agli inquirenti, il 43enne ha ucciso la donna a martellate mentre giravano un video hard estremo. Ha poi fatto a pezzi il cadavere e, dopo averlo tenuto per diverso tempo in un congelatore (appositamente comprato online), lo ha abbandonato all'interno di sacchi della spazzatura a Paline di Borno, al confine tra la provincia di Brescia e la Bergamasca, dove è stato ritrovato il 20 marzo scorso. Nel frattempo Fontana ha finto per settimane di essere la vittima, rispondendo ai messaggi al suo posto, fino a quando non è stato trovato il corpo di Maltesi ed è stato messo alle strette dagli inquirenti.

Carol Maltesi

Di cosa è accusato

Su di lui pende l'accusa di omicidio volontario, distruzione di cadavere ed occultamento, sevizie e crudeltà, il quadro generale fa pensare alla più dura delle condanne: il carcere a vita. Fontana aveva avanzato la richiesta, per il tramite dei suoi legali, di uno sconto di pena tramite un'istanza procedurale sulla quale si è espresso esprimere il gup. Gli avvocati che difendono Fontana avevano richiesto che il gup potesse escludere le aggravanti evitando, in questo modo, l'ergastolo. Esclusa, la possibilità di  arrivare al patteggiamento.

 

 

 

Seguici sui nostri canali
Necrologie