Disordini e tensione

Caro vita: corteo ed escalation di tensione a Brescia

La sindaca Castelletti: "Quanto accaduto in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta"

Caro vita: corteo ed escalation di tensione a Brescia
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Caro vita: corteo ed escalation di tensione a Brescia.

Tensione a Brescia nell’ambito del corteo contro il caro vita

Si è svolto ieri (sabato 17 ottobre 2026) il corteo di protesta contro il caro vita, corteo che nel pomeriggio ha attraversato le principali vie della città. Sono stati in migliaia a scendere in piazza per protestare contro le difficoltà economiche e sociali nel tentativo di avere risposte immediate sul da farsi. La manifestazione, dal titolo “Italia in piazza” è di tipo apartitico:

“Vuole essere una riunione pacifica di cittadini, diritto sancito dall’articolo 17 della Costituzione Italiana, con lo scopo di mettere il focus sulle problematiche che affrontiamo ogni giorno – si legge nel manifesto – . Il sistema in cui viviamo, che spesso ci sembra inalterabile, è in realtà estremamente fragile: solo lasciandoci dietro divisioni e pregiudizi possiamo veramente essere uniti per pretendere di vivere, e non solo di sopravvivere. Non importa chi siamo, in cosa ci identifichiamo, quale sia il nostro orientamento sessuale o quali divinità preghiamo: a unirci è il fatto che non lasceremo che ci rubino ciò che ci spetta di diritto”.

Tra i punti all’attenzione: lavoro e futuro sicuro; lo stop a stipendi incapaci di affrontare il costante aumento del costo della vita; la sanità considerata sempre più un lusso; tema scuole e università, nel primo caso per strutture fatiscenti e dall’altro per la mancanza di personale di ricerca; la questione case, la mancanza non delle stesse ma della possibilità di abitarle; strade sicure.

 

Come abbiamo detto la manifestazione è nata con intenti pacifici, purtroppo però, in conclusione si è verificata un’escalation di violenza che ha fatto degenerare la situazione: i partecipanti hanno iniziato a lanciare oggetti, sono stati lanciati anche alcuni lacrimogeni. Ad essere lanciati anche sassi e bottiglie. Grazie all’intervento delle forze dell’ordine la tensione è andata gradualmente scemando, il corteo ha quindi ripreso verso il Carmine dove poi la manifestazione si è conclusa.

 

Le parole della sindaca Castelletti

“Quanto accaduto in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta. Il lancio di sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro le forze dell’ordine è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Esprimo la mia vicinanza agli agenti impegnati nella gestione della piazza e ai lavoratori e alle lavoratrici dei locali che si sono trovati loro malgrado coinvolti. Sono sollevata dal fatto che, secondo le prime informazioni, non si siano registrati feriti – ha dichiarato – . Quello di Brescia, purtroppo, non è un caso isolato. In diverse città italiane stiamo assistendo a una dinamica simile, con manifestazioni molto partecipate che a un certo punto degenerano per l’azione di gruppi ristretti. Non sappiamo quali siano le intenzioni di chi provoca queste situazioni, ma il ripetersi di episodi così simili merita una riflessione seria, anche perché a pagarne le conseguenze sono soprattutto le persone che scendono in piazza pacificamente”.

“A Brescia c’erano migliaia di manifestanti, che avevano il diritto di essere lì perché autorizzati dalla Questura, moltissimi erano giovani e chiedevano attenzione su questioni concrete: il costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie, la possibilità di costruirsi un futuro. Temi sui quali la politica è chiamata a confrontarsi e a dare risposte. E invece il rischio è che di questa giornata rimangano soltanto le immagini delle tensioni, mentre tutto il resto passa in secondo piano.
Brescia ha una lunga tradizione di partecipazione civile e di mobilitazioni, anche aspre. Non possiamo permettere che questa libertà venga compromessa da chi approfitta di una manifestazione per compiere atti di violenza. Allo stesso tempo non possiamo accettare che episodi come quello di oggi diventino la misura con cui giudicare ogni forma di protesta”.