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BRESCIA

Molotov al centro vaccinale, i due arrestati: “Chiediamo scusa alla città”

Si è svolta ieri l'udienza di fronte al Giudice per le Indagini Preliminari per Paolo Pluda e Nicola Zanardelli, arrestati con l'accusa di attentato incendiario.

Molotov al centro vaccinale, i due arrestati: “Chiediamo scusa alla città”
Cronaca Brescia, 05 Maggio 2021 ore 07:49

Molotov al centro vaccinale, i due arrestati: “Chiediamo scusa alla città”. L’attacco risale al 2 aprile. Le bombe incendiarie erano state lanciate contro il centro di via Morelli.

Molotov al centro vaccinale: “Chiediamo scusa alla città”

Si è svolta ieri, martedì 5 maggio 2021, l’udienza di fronte al Giudice per le indagini preliminari da parte dei due imputati Paolo Pluda e Nicola Zanardelli, arrestati sabato 1 maggio con l’accusa di attentato incendiario al centro vaccinale di via Morelli, avvenuto il 2 aprile scorso. I due no vax erano stati arrestati nello scorso fine settimana.

I due uomini, difesi dagli avvocati Daniele Tropea e Maria Francesca Tropea, durante l’udienza di fronte al Gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno rilasciato alcune dichiarazioni spontanee: “Vogliamo chiedere scusa a tutta la comunità per il nostro gesto. Non siamo terroristi, volevamo solo fare una azione dimostrativa”.

Sarà proprio sull’aggravante del terrorismo che si concentrerà la parte iniziale del procedimento, con la difesa che vuole vedere un ridimensionamento delle accuse, mentre il Pubblico Ministero rimane ancorato sulle proprie posizioni, avvalorate dalle pesanti intercettazioni telefoniche (e materiale social) a carico dei due indagati. Pluda e Zanardelli, in attesa di processo, sono in carcere a Canton Mombello.

Le indagini e la rabbia per il gesto

Quanto accaduto aveva profondamente toccato la comunità bresciana, già estremanente provata dal Covid. Sui fatti di via Morelli erano intervenuti numerosissimi esponenti della politica locale, ma anche il presidente della Regione Attilio Fontana che aveva puntato il dito contro “l’atto ignobile”.

Le indagini, condotte in tempi brevi anche mediante il ricorso alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono subito concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe dei veicoli presenti sul territorio del Comune di Brescia, consentendo di individuare quello utilizzato dai rei per raggiungere l’area teatro del fatto criminoso e indirizzare le investigazioni sulla figura di Paolo Pluda, il quale, sebbene incensurato e mai emerso in indagini di criminalità eversiva, evidenziava una convinta adesione alle tesi negazioniste e no vax , con una marcata ostilità nei confronti delle Istituzioni in relazione alla gestione della crisi sanitaria in atto.

I fatti

L’incendio alimentato dagli ordigni, non propagatosi all’intero padiglione solo per la resistenza ignifuga della tensostruttura e per altre cause fortuite, era potenzialmente idoneo a causare danni devastanti alla struttura nella quale erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino nonché altro materiale infiammabile, danni che avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla campagna vaccinale anti Covid. A pochi metri dal principio di incendio corrono cavi elettrici che se fossero stati interessati dalle fiamme avrebbero interrotto l’alimentazione della catena del freddo così rendendo inutilizzabili i vaccini. Nel sito colpito vengono infatti somministrate circa 1000 dosi di vaccino al giorno.

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