BEDIZZOLE

Bedizzole piange Massimo, un eroe in corsia

Si è spento a Malaga, a ricordarlo anche il Primo Ministro Pedro Sanchez

Bedizzole piange Massimo, un eroe in corsia
Cronaca Bassa, 21 Dicembre 2020 ore 10:01

Bedizzole piange Massimo, un eroe in corsia.

Anche la cittadine bresciana a chilometri di distanza dal luogo in cui si è consumata la tragedia, piange Massimo Colombi. Il 50enne, classe 1970, che è stato ritrovato senza vita dalla moglie nella sua casa a Malaga dove vive dal 2007. Il motivo del decesso sarà stabilito dall’autopsia, ma i medici credono si sia trattato di un arresto cardiaco improvviso.

Massimo era conosciuto in paese per il suo carattere forte, la sua fama sportiva e la sua voglia di aiutare gli altri. Gli amici bedizzolesi ricordano che raccontava sempre di essere la terza generazione in famiglia, dopo il nonno e il papà, ad essere diventato infermiere e dedicare la sua vita al bene degli altri.

Questa sua caratteristica è emersa soprattutto in questo difficile periodo di pandemia che lo ha visto operativo in prima linea, al punto che il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez gli ha dedicato un tweet con un messaggio di cordoglio. Fare l’infermiere era per lui la sua missione di vita, missione che lo ha portato lontano da Bedizzole, paese in cui è nato e cresciuto.

 

Prima ha lavorato in un ospedale in Inghilterra dove 20 anni fa ha conosciuto la sua compagna di vita, oggi moglie con la quale condivideva la stessa passione e professione, poi si è trasferito a Malaga dove ha costruito la sua famiglia con l’arrivo di due figli. Anche i genitori qualche anno fa lo hanno raggiunto in Spagna, mentre in Italia è rimasta la sorella gemella Barbara. Durante il periodo Covid ha preso parte a un’importante iniziativa assieme alla moglie, cercando di raccogliere fondi al fine di acquistare tablet per aiutare i pazienti in isolamento a collegarsi con i parenti a casa. Si tratta di una campagna che ha riscosso grande successo e lo ha reso noto tra il popolo spagnolo.

La triste notizia della sua morte è arrivata in poco tempo anche in Italia dove gli amici lo ricordano per il suo carattere forte e sportivo, soprattutto quando indossava la divisa granata della Bedizzolese Calcio. Ha lasciato un segno tra i suoi coetanei bedizzolesi, ma anche per Massimo l’adolescenza nel nostro paese era un ricordo bello tanto che poco fa aveva condiviso sui social la foto della squadra di calcio dei classe ’70. Era un grande padre per i suoi figli, un grande amico per chi lo ha conosciuto e un grande marito per la moglie al quale era molto legato. «Lo ricordo molto bene, siamo cresciuti insieme. – racconta un suo ex vicino di casa di Bedizzole – Condividevamo l’amore per lo sport, ma soprattutto la competizione. Massimo voleva sempre vincere, era una persona determinata con un carattere forte per questo le persone o lo consideravano un grande amico o non lo conoscevano. Ci siamo persi quando si è trasferito per inseguire il sogno di cui parlava giorno e notte: diventare un grande infermiere come il papà e il nonno. Aveva il coraggio di mettersi in gioco e quando lo faceva dava tutto se stesso».

 

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