Il caso

Auto di lusso: i Carabinieri della Compagnia di Verolanuova sventano una truffa recuperando un fuoristrada da 60mila euro, denunciato un 49enne

Tutto è partito dalla denuncia del proprietario dell'auto, recuperata grazie anche al dispositivo di localizzazione satellitare

Auto di lusso: i Carabinieri della Compagnia di Verolanuova sventano una truffa recuperando un fuoristrada da 60mila euro, denunciato un 49enne

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Verolanuova hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Brescia un 49enne della provincia di Milano, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata ai danni di un imprenditore di 41 anni residente nella Bassa Bresciana.

Un raggiro in piena regola

E’ lo stesso proprietario dell’auto a denunciare l’accaduto: nei giorni precedenti ha venduto la propria vettura, una Jeep Wrangler, tramite la piattaforma “Autoscout24” per un valore concordato di 62.000 euro, l’acquirente ha pagato tramite assegno circolare, a fronte del quale le parti avevano contestualmente sottoscritto il passaggio di proprietà del veicolo. Ma una volta recatosi in banca l’amara scoperta: la direzione dell’istituto ha spiegato che il documento negoziale risultava privo di provvista. Capita la situazione l’ex proprietario ha immediatamente allertato i militari della Compagnia di Verolanuova, fornendo contestualmente il segnale di localizzazione satellitare rilevato tramite un’applicazione informatica installata a bordo del mezzo.

Intervengono le Forze dell’ordine

Attivati gli immediati accertamenti e grazie alla tempestiva sinergia operativa con i Carabinieri del competente Comando dell’Arma della provincia di Bergamo, un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile ha intercettato e rinvenuto la vettura in un centro abitato della Bassa Bergamasca. I militari del N.O.R. di Verolanuova, giunti sul posto, hanno provveduto a porre sotto sequestro penale il fuoristrada, affidandolo in custodia giudiziale a una depositeria autorizzata, in attesa della restituzione al legittimo proprietario. Al termine degli approfondimenti investigativi, il 49enne, già noto alle forze dell’ordine per la commissione di analoghi raggiri ed ulteriori delitti contro il patrimonio, è stato deferito a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata. Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.