Il caso

Antinfluenzale: la campagna vaccinale è una telenovela

Le dosi non consegnate hanno provocato ritardi e rinvii, e tra i cittadini dilaga lo scontento.

Antinfluenzale: la campagna vaccinale è una telenovela
Cronaca Brescia, 07 Dicembre 2020 ore 08:25

di Stefania Vezzoli

In un’annata segnata dalla pandemia, la campagna vaccinale per l’antinfluenzale era particolarmente attesa. E questo non perché ci siano prove scientifiche che i vaccinati possano avere una maggiore resistenza al Covid-19, ma perché, con lo spettro del Coronavirus ancora così pressante riuscire a contenere la diffusione di un altro virus, quello influenzale, rappresenta una priorità. Nonostante le ottimistiche stime di Regione Lombardia, però, la somministrazione si è rivelata assai più complicata del previsto e la campagna somiglia sempre di più a una telenovela a puntate, dal finale ancora incerto.

Antinfluenzale: l’annuncio della campagna

Il 30 settembre Regione Lombardia ha annunciato che la campagna antinfluenzale 2020/2021 sarebbe partita la seconda metà di ottobre. “I vaccini acquistati sono sufficienti per garantire la copertura delle categorie previste dalle indicazioni nazionali – ha comunicato l’ente – Si partirà, rispettando l’ordine di priorità, con le persone fragili con più patologie definite dal Ministero della Salute, gli over 60, il personale sanitario, le donne gravide e i bambini fino a 6 anni”. L’1 ottobre Regione ha precisato che 528 Comuni lombardi (un terzo del totale) avevano messo a disposizione 700 spazi per la somministrazione, sottolineando anche l’ampia adesione da parte dei medici di famiglia, che ha sfiorato quota 5mila (per la precisione 4.999). In particolare, per quanto riguarda Ats Brescia, 557 medici di medicina generale e 82 Comuni hanno aderito alla campagna.  “Si parte dalla seconda metà di ottobre con i pazienti fragili e le donne in gravidanza. A novembre gli over 65, seguiti dagli operatori sanitari e i bambini fino al sesto anno, infine gli over 60 sani. Le vaccinazioni saranno eseguite all’interno dei loro studi professionali, laddove possibile, nei centri vaccinali delle Asst e negli spazi (centri civici, palestre, oratori ) messi a disposizione dai Comuni a supporto delle attività degli operatori sanitari nel rispetto delle regole anti Covid”, ha precisato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Rispetto alla prima comunicazione fatta da Regione, dunque, è cambiato l’ordine di priorità della somministrazione e gli over 60 sono scivolati in fondo: tuttavia, tale informazione non è pervenuta in modo efficace agli utenti, che in molti casi si sono presentati per ricevere la dose e si sono visti negare questa possibilità.

Una partenza travagliata

L’8 ottobre Regione ha individuato la data di partenza della somministrazione dei vaccini antinfluenzali: il 19 ottobre.  “Ad oggi la Regione ha già acquistato 2.884.000 dosi a fronte di un fabbisogno massimale raccomandato e aggiuntivo a titolo gratuito previsto di 2.768.000 dosi – ha spiegato il direttore generale dell’assessorato regionale al Welfare Marco Trivelli – Ciò significa che l’offerta dei vaccini è non solo coerente con il bisogno, ma addirittura superiore”. Se infatti il totale della popolazione lombarda raggruppando over 65, soggetti a rischio, 60-64enni e bimbi dai sei mesi ai 6 anni, ammonta a 3.874.744, in genere solo una parte di questi è disposta a vaccinarsi e nel 2019, ad esempio, la copertura effettiva era stata del 48%, ampiamente al di sotto dell’obiettivo ministeriale del 75%.
Sulla consegna dei vaccini, Regione ha previsto due fasi; a ottobre 800mila dosi e a novembre le rimanenti 2,1 milioni.  Il 22 ottobre l’assessore al Welfare Gallera ha fornito i numeri dei primi quattro giorni. “Dal 19 ottobre ai medici di famiglia sono state consegnate 153.074 dosi di vaccini. Di questi, 85.788 sono di antinfluenzale e 67.286 di anti-pneumococco. Altre 127.489 dosi già prenotate dai Mmg e saranno consegnate nelle prossime ore. Regione Lombardia sta rispettando totalmente il cronoprogramma delle vaccinazioni. Le consegne sono ben definite e cadenzate alla rete delle farmacie e, da queste, ai medici e ai pediatri di famiglia”, ha precisato. L’assessore ha inoltre assicurato la distribuzione di 792.000 dosi di antinfluenzale entro il mese di ottobre e altre 2.092.000 a novembre.

Nuovo bilancio, ma i conti non tornano

Il 21 novembre Regione Lombardia è tornata a fare il punto sulla campagna vaccinale, spiegando di aver distribuito 1.800.000 dosi di antinfluenzale a medici di medicina generale, Asst e Rsa del territorio lombardo. “Degli ulteriori 700.000 vaccini acquistati, 50mila verranno distribuiti entro il 22 novembre, 200mila entro il 30 novembre, 200mila entro i primi 15 giorni di dicembre”, si legge nel comunicato ufficiale. I conti, però, non tornano: sommando ai 1.800.000 distribuiti i 700mila da distribuire, si arriva a una somma totale di 2.500.000. Ossia, 384.000 in meno rispetto a quelli acquistati. E c’è di più. Tra i numeri dei vaccini distribuiti e quelli somministrati si riscontra un divario enorme. “Del milione e 800 mila vaccini finora distribuiti sono state somministrate 410.000 dosi. O almeno tale è il numero rendicontato al momento dagli erogatori (medici di medicina generale e centri vaccinali)”, si apprende da fonti regionali. Insomma, nella realtà dei fatti, alla data del 21 novembre, la campagna ha permesso di somministrare solo il 14,2% delle dosi acquistate. Un dato che però non ha fatto perdere l’ottimismo all’assessore Gallera. “Nonostante qualche ritardo, dovuto a problemi di consegna da parte delle ditte fornitrici (inconvenienti che si stanno verificando in tutte le regioni italiane) più di 1.200.000 over 65 potranno essere vaccinati nelle prossime settimane coprendo tutto il periodo necessario per attendere le ulteriori dosi acquistate e non ancora consegnate – ha precisato – Si segnala che le difficoltà e i ritardi nella programmazione degli appuntamenti sono dovuti sempre a ritardi nelle consegne. Comunque si sta lavorando per recuperare gli arretrati”.

L’ammissione: “Mancano 700mila dosi”

A una settimana di distanza dalle ottimistiche previsioni dell’assessore Gallera, il direttore generale del Welfare regionale Marco Trivelli ha ammesso le difficoltà nell’approvvigionamento dei vaccini. “Settecentomila dosi non sono state consegnate rispetto agli acquisti – ha affermato – Questo è un problema importante. L’industria non è stata in grado di fornirle. Ci sono dosi altrettanto inevase in Emilia Romagna, Lazio e Toscana. Quattrocentomila credo non consegnabili, 300mila arriveranno purtroppo attorno al 10 dicembre. Gli over 65 sono coperti, non come volevamo, perché 700mila dosi in più avrebbero fatto la differenza, anche in termini di facilità di distribuzione e somministrazione per i nostri medici”. Per quanto riguarda nello specifico il dato di Brescia, Ats ha fatto sapere che sarà possibile fornire il rendiconto della copertura solo alla fine della campagna vaccinale e che l’azienda è in attesa che venga comunicata da Regione Lombardia la data di consegna della prossima partita di vaccini. Sembra comunque evidente che i rosei pronostici fatti alla vigilia della campagna difficilmente si avvereranno e non tutti potranno ricevere il tanto desiderato vaccino.

Scatta la petizione online

Eloquenti sul tema le testimonianze di alcuni medici di base, che non hanno nascosto la loro frustrazione.  “Abbiamo accettato di vaccinare e ci siamo pentiti perché non ci sono arrivati i vaccini che abbiamo richiesto e la gente adesso se la sta prendendo con noi. E’ stato un super lavoro, e alla fine abbiamo scontentato tutti”, hanno lamentato. Positivo, invece, appare il bilancio per quanto concerne nello specifico la vaccinazione spray per i bambini. Nei giorni scorsi, infatti, l’assessore Giulio Gallera ha annunciato che “il vaccino spray antinfluenzale potrà essere utilizzato in un’unica somministrazione e sarà esteso ai ragazzi fino a 10 anni. La decisione scaturisce dal parere favorevole formulato dal Ministero della Salute e dall’Agenzia Italiana del Farmaco”. Tuttavia, questo non basta a placare le ire dei cittadini, e in Franciacorta alcuni si sono riuniti per promuovere una petizione su Change.org, per chiedere le dimissioni della Giunta regionale.

 

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