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Agricoltura: i numeri dimostrano che quella italiana è la migliore

Lo ha dichiarato l'assessore regioanle Fabio Rolfi. L'argomento è stato al centro della indagine della Fondazione Symbola.

Agricoltura: i numeri dimostrano che quella italiana è la migliore
Cronaca Brescia, 08 Aprile 2021 ore 17:14

Lo ha dichiarato l’assessore l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi. La nostra agricoltura, secondo quanto emerso, sarebbe quella pià sostenibile d’Europa.

Agricoltura: i numeri dimostrano che quella italiana è la migliore

La sostenibilità dell’agricoltura è il tema sempre più sotto l’attenzione di esperti e addetti del settore. La salute del comparto agro-industriale italiano porta il ‘Made in Italy’ ai primi posti in Europa. L’argomento è stato al centro della indagine della Fondazione Symbola.

“L’agricoltura italiana è la più sostenibile d’Europa sotto il profilo ambientale e ha già raggiunto alcuni obiettivi indicati dalla ‘Farm to fork. Tra gli esempi più qualificanti c’è la consistente riduzione dei prodotti fitosanitari. Chi descrive l’agricoltura come una delle principali fonti di inquinamento sbaglia. Il processo di sostenibilità, infatti, è in atto da anni soprattutto nei settori più intensivi come le coltivazioni e la zootecnia della Pianura padana”, ha commentato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi.

I numeri

L’Agricoltura italiana è tra le più sostenibili in Europa, con una quantità di emissioni pari a 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, nettamente inferiori a quelle di Francia (76 mln), Germania (66 mln), Regno Unito (41 mln) e Spagna (39 mln). Il settore ha ridotto del 20% l’uso di pesticidi (2011-2018), a fronte di un aumento negli altri paesi europei (Francia e Germania) ha aumentato l’utilizzo e la produzione di energie rinnovabili e ha ridotto i consumi di acqua.

“I numeri servono per difendere il comparto da attacchi ideologici strumentali e sostenere con più forza i processi di innovazione e modernizzazione. Dobbiamo poter coniugare produttività e ambiente e sfruttare le agroenergie, strumenti che consentono di chiudere il cerchio dell’economia circolare fornendo reddito integrativo alle aziende. Solo così si trasformano le imprese agricole in agro raffinerie totalmente ecologiche e virtuose”, ha aggiunto Rolfi.

Non è mancato un riferimento alle nuove generazioni e al “green deal”.

“Serve inoltre aumentare i processi di assistenza alle aziende e di formazione degli agricoltori partendo dalle giovani generazioni, per rendere ancora più virtuose le nostre attività produttive. Una applicazione ideologica e piatta del green deal rischia di fare danni perché non tiene in considerazione i diversi punti di partenza dei vari Paesi europei. L’agricoltura lombarda e quella italiana hanno numeri diversi rispetto a quella di altre zone del continente. Per questo necessitano di applicazioni differenziate”, ha concluso l’assessore.

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