Agente si uccide in Comune: domani i funerali di Lorito

Le esequie saranno celebrate giovedì nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Cirié (nel Torinese).

Agente si uccide in Comune: domani i funerali di Lorito
Cronaca Sebino e Franciacorta, 05 Febbraio 2020 ore 17:32

Agente si uccide in Comune: domani i funerali di Lorito. Le esequie saranno celebrate giovedì nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Cirié (nel Torinese).

Agente si uccide in Comune

Saranno celebrati domani, giovedì alle 15.30, i funerali di Gian Marco Lorito, l’agente di 43 anni che si è tolto la vita martedì mattina dopo l’assalto social a seguito degli attacchi pervenuti perché l’uomo aveva parcheggiato l’auto della Polizia Locale in un posto riservato ai disabili a Bergamo.

I funerali

Le esequie saranno celebrate nel Torinese (dove vivono i familiari), nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Cirié. La cerimonia inizierà alle 15.30. Per lo struggente momento partirà anche una delegazione da Palazzolo e tra loro anche il primo cittadino  Gabriele Zanni. L’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino: “Chiediamo alla cittadinanza, in segno di rispetto e cordoglio, un momento di raccoglimento in corrispondenza dell’orario di inizio dei funerali e agli esercizi presenti sul territorio di abbassare le serrande per 15 minuti a partire dalle 15.30. Si ringraziano da subito quanti vorranno accogliere questo invito e partecipare al dolore che la nostra Comunità sta vivendo per la tragica scomparsa di Gian Marco Lorito”.

I fatti

A mezzanotte (tra lunedì e martedì) aveva terminato il servizio in un Comune della bergamasca. Invece di tornare a casa, Gian Marco Lorito si è tolto la vita in auto con la sua pistola d’ordinanza. A trovarlo, la mattina seguente, sono stati il comandante dei Vigili Claudio Modina e i carabinieri della Compagnia di Chiari. Nei giorni scorsi l’auto di servizio della Locale di Palazzolo da lui guidata, era stata “pizzicata” sulle strisce di un posteggio dedicato ai disabili nei pressi dell’Università di Bergamo. A denunciare il fatto era stato il presidente dell’Anmic Giovanni Manzoni e la notizia aveva fatto il giro delle due province e oltre. L’agente si era subito scusato e automultato. La stessa associazione, nel ringraziarlo, aveva commentato così: “Questo episodio ha dato la possibilità di rinsaldare la collaborazione tra Anmic e Forze dell’ordine”. Evidentemente, però, di fronte agli attacchi social troppo offensivi è crollato.

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