Un tema dibattuto

Aerei in volo sulla Franciacorta: una minaccia o un’opportunità?

Il 2020 potrebbe rivelarsi un'ottima annata dal punto di vista vitivinicolo.

Aerei in volo sulla Franciacorta: una minaccia o un’opportunità?
Sebino e Franciacorta, 22 Giugno 2020 ore 14:11

Nonostante il dolore infinito di tante famiglie, le difficoltà economiche di imprese e cittadini, le paure e l’impatto psicologico dell’epidemia di Covid-19, questo 2020, per quanto concerne la produzione vitivinicola della Franciacorta, potrebbe rivelarsi un’ottima annata. Dal punto di vista climatico, infatti, almeno finora, la stagione è andata bene, come confermato dal presidente del Consorzio Franciacorta Silvano Brescianini. Ma quanto ha influito sulla salute dei vigneti il blocco dei voli e in generale il minor inquinamento dovuto al lockdown? Il quesito resta aperto.

Aerei in volo sulla Franciacorta: una minaccia o un’opportunità

“Adesso ci vorrebbe un po’ di sole, ma fino a maggio il clima è stato perfetto”, ha sottolineato il presidente del Consorzio, che sull’impatto del minor inquinamento generato dal lockdown e in particolare dal blocco dei voli aerei in transito si esprime con cautela. “Gli aerei sono sicuramente fastidiosi per il rumore, la situazione è così da anni ma è un tema che non abbiamo mai affrontato – ha proseguito il presidente del Consorzio – Vista l’altitudine, non penso che abbiano ripercussioni sul nostro lavoro e non è detto che ne abbiano in termini di inquinamento. Ma per quanto mi riguarda, se le rotte dovessero spostarsi di qualche chilometro di certo non mi lamenterei”.

I numeri

Quanti erano gli aerei che, prima dell’epidemia, sorvolavano la Franciacorta? La Direzione Aeroportuale Lombardia Enac ha fatto sapere che “per il periodo ante Covid, in zona Franciacorta, i sorvoli avvenivano solo in fase di atterraggio, per la pista numero 28 e con motori al minimo. Prendendo in considerazione l’ultimo trimestre (dal 1 dicembre 2019 al 28 febbraio 2020), la media degli atterraggi sull’aeroporto di Bergamo si è attestata sui 120 movimenti al giorno”. Insomma, in media sulla Franciacorta passavano cinque aerei ogni ora, ma considerando il diradamento dei voli nelle ore notturne è chiaro che i passaggi diurni erano molti di più. Sul tema avevano portato l’attenzione anche alcuni cittadini, nel tentativo di sensibilizzare Amministrazioni comunali e istituzioni in genere sui temi dell’inquinamento acustico e ambientale. Qualche sindaco aveva cominciato a interessarsi del problema, ma la pandemia ha portato l’attenzione su ben altre preoccupazioni. Intanto con la riapertura delle frontiere gli aerei hanno ripreso a sorvolare la Franciacorta, ma la ripartenza sarà graduale e ancora imprevedibile, come rimarcato dalla Direzione Aeroportuale. “Difficile al momento fare previsioni, anche in considerazione delle misure sanitarie attuate negli altri Paesi europei – hanno precisato da Orio – Il vettore Ryanair stima una ripresa del traffico di circa il 10% a giugno e poi una crescita graduale a luglio sino a raggiungere il 40%-50% del traffico originariamente previsto (durante il periodo ante Covid) entro la fine di luglio, per poi perseguire un lento riallineamento, di cui al momento tuttavia non si hanno certezze”.

Il turismo in lenta ripresa

Tuttavia, la ripresa del turismo ha un ruolo chiave nella valorizzazione del territorio. E se è vero che l’enoturismo è marcatamente locale, la vicinanza con il Sebino ha da sempre portato in Franciacorta visitatori provenienti da tutta Europa. In questo, i pochi chilometri di distanza dall’aeroporto di Orio al Serio sono indubbiamente un’opportunità. Intanto le cantine hanno riaperto le porte, con tutte le precauzioni del caso, ma la normalità è ancora lontana. “Qualcosa lentamente sta cominciando a muoversi, ci vorrà tempo per riprendere il giro normale – ha precisato Brescianini – Bisogna pian piano riprendere le abitudini, c’è voglia di fare passeggiate nella natura e riprendere la convivialità. Per fortuna siamo qui a discutere di una ripresa. Ogni azienda deve fare un piano di sicurezza e lo stiamo facendo. C’è una buona predisposizione da parte dei visitatori a rispettare le regole. Speriamo che a dicembre tutto questo sia solo un ricordo”.

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