Addio Maurizio, il papà delle scarpe da ballo

Addio Maurizio, il papà delle scarpe da ballo
Cronaca 05 Agosto 2017 ore 10:24

Una forza d’animo disarmante, un cuore immenso e un amore per la vita destinato a contagiare tutti coloro che lo hanno conosciuto. Se n’è andato troppo presto Maurizio Bindoni, che a soli 51 anni ha dovuto combattere la battaglia più dura. Da un anno conviveva con un tumore all’esofago che nell’ultimo periodo si era spostato anche al fegato, aggravando visibilmente le sue condizioni.

Nonostante questo la sua prima preoccupazione è stata, come sempre, per i suoi affetti, l’amata moglie Nicoletta Causetti e la figlia Chiara Bindoni con cui condivideva tanto, dall’attività commerciale fino alla passione per la moda. 

«Giovedì l’abbiamo portato in ospedale a Montichiari e abbiamo capito che non c’era più nulla da fare.- ha spiegato la figlia - Eppure lui ha lottato con tutte le sue forze fino alla fine, finchè si è spento, sabato mattina». Martedì a Remedello, dove abitava, in tantissimi hanno affollato la Parrocchiale per i funerali, portando commossi l’ultimo saluto a Maurizio e un abbraccio di conforto ai famigliari. «L’unico aspetto positivo in questo periodo buio è stata la vicinanza di moltissime persone, segno di quanto è riuscito a farsi voler bene ed apprezzare da tutti quelli che lo conoscevano. Aveva un grande carisma, lo stesso che lo ha portato a stringere i denti e non mollare mai, nemmeno davanti agli ostacoli più insormontabili». Mai un lamento o un rimpianto, fino alla fine Maurizio non ha voluto far pesare a nessuno la malattia che lo divorava dall’interno e che affrontava in silenzio con il suo bel sorriso stampato in viso. «E’ stato capace di pensare sempre più agli altri prima che a se stesso, non ha mai voluto farci preoccupare, nemmeno quando visibilmente era chiaro che la malattia stava diventando più aggressiva. La sua forza di volontà è stata davvero ammirevole, non è da tutti riuscire ad affrontare una cosa del genere con il sorriso e la speranza di farcela sempre, anche quando senti che le gambe ti stanno cedendo e che non hai più la stessa forza di prima».

Maurizio fin da ragazzo con i suoi fratelli ha sempre lavorato nel settore delle calzature in un’azienda dall’esperienza trentennale a Fiesse, circa 15anni fa la decisione di mettersi in proprio e dedicarsi totalmente al settore delle scarpe da ballo. Proprio in questo modo era riuscito a farsi conoscere in tutto il mondo, grazie alla sua attività «Clair Fashion&Dance» e il suo marchio «Gan galà dance shoes», in cui era riuscito a coniugare le sue passioni per il ballo (soprattutto la salsa New York style anni ‘50 che amava ballare con la moglie) e per la moda, nonchè la sua propensione a rapportarsi con le più disparate esigenze dei clienti. La piccola azienda artigianale oltre alla produzione made in Italy, effettua vendita diretta di scarpe e abiti adatti per vari tipi di ballo, dal liscio ai caraibici. Proprio un mese fa aveva annunciato con emozione l’entrata nell’organico della figlia, da sempre molto appassionata di moda, di cui stimava la grande creatività e con cui si confrontava spesso sulle ultime collezioni o innovazioni, nella speranza che proprio lei potesse prendere il suo posto alla sua assenza. Un suo motivo di vanto era anche l’ideazione del modello di «loefer» da ballo, una sorta di mocassino da uomo, molto gettonato.

«Lui che con la sua voglia di vivere ci ha insegnato che lottare non è mai una sconfitta ma la più grande vittoria che potete fare a voi stessi, perché se n'è andato con la consapevolezza di averci provato fino alla fine- è stato il messaggio di Chiara sulla pagina facebook del padre che ha ricevuto oltre 2mila “like”- È riuscito a farsi amare da tutti per il suo indomabile carisma e la sua smisurata eccentricità e voglia di vivere. A me non resta che imparare da lui e portare alto il suo nome subentrando nella sua attività che tanto ha sudato per farla diventare quella che è e tanto ha amato e amerà. Cercherò di non deludere le sue aspettative e le vostre portando il suo lavoro e il suo nome più in alto ancora di quello che già è. Ti voglio bene papà, il tuo sorriso è stampato nel mio cuore e in quello di tutti noi». Alla sua morte lascia prima di tutto una preziosa lezione di vita nei cuori di coloro che hanno incrociato il suo cammino.


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