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Addio a Suor Francesca, l’usignolo del paese

Addio a Suor Francesca, l’usignolo del paese
Cronaca 15 Maggio 2017 ore 20:30

Appassionata educatrice di giovani, dolce, determinata e sempre pronta a far del bene: Francesca Colleoni, conosciuta da tutta la popolazione di Castel Goffredo come suor Francesca, è venuta a mancare mercoledì scorso, 26 aprile. «L’usignolo», com’era soprannominata per la sua splendida voce, ha smesso di cantare a causa di problemi di salute che la tormentavano dal 2014 quando ebbe la prima emorragia cerebrale. Francesca nasce a Bergamo nel 1947 e imbocca la via ecclesiastica che la porta nel 1984 a Castel Goffredo dove resta per 13 anni lasciando un segno indelebile in chiunque ci avesse avuto a che fare. Apre, assieme a suor Rosalinda, la casa delle Suore Orsoline, tuttora punto di riferimento per i molti fedeli castellani. L’indimenticata suora, tra il ’97 e il ’99, torna nei suoi territori natii e veste i panni di superiora tra Bergamo e Seriate. Poi la svolta. Ritenendo di poter fare ancora di più per le persone in difficoltà, prende la decisione di diventare una suora missionaria e si trasferisce in Africa, più precisamente nel Burundi, dove non smette di coltivare la sua passione più grande: educare i bambini. Nella regione africana lavora incessantemente in un orfanotrofio e continua la sua missione fino a pochi anni fa: era il 2014 quando un’emorragia cerebrale la costrinse al rientro in Italia per effettuare le cure necessarie. Francesca si ritrova impossibilitata a proseguire il suo percorso missionario in Africa per gli strascichi che l’emorragia ha lasciato nel corpo della suora. Arriva il 2017, arriva Pasqua e subito dopo la ricaduta della malattia che risulterà fatale per la donna. Si spegne all’età di 70 anni, nell’ospedale di Cremona.

Il funerale, partecipatissimo, si è svolto ad Asola sabato 29 aprile, permettendo ai molti presenti di salutare per l’ultima volta quell’«usignolo» che tanto bene aveva fatto alle comunità con cui era venuta in contatto. Don Luigi Ballarini ha celebrato il rito funebre, proprio lui, castellano doc, che ai tempi in cui suor Francesca era a Castel Goffredo, compiva i suoi primi passi come seminarista. L’ha ricordata in questo modo nell’omelia:«Semplice, stile sobrio ed essenziale, allegra, accogliente e disponibile. Suor Francesca era una persona umile e questo le permetteva di incontrare, ascoltare, i ragazzi, i giovani, le famiglie. E’ diventata guida e riferimento per tante persone, è stata autenticamente madre». Conclude poi con un pensiero toccante sugli ultimi tre anni di Francesca, quelli della malattia:«Quante volte avrebbe voluto rispondere, parlare, quante cose avrebbe voluto dire, e le ha dette con parole spezzate a metà, con le lacrime. Ma una frase il Signore le ha concesso di dirla, proprio il giorno prima di chiamarla a sè: “Grazie per tutto quello che fate per me”. E noi le rispondiamo: grazie per il dono della tua vita, per l’offerta della tua malattia per la chiesa, la congregazione e il mondo, grazie per tutto quello che sei stata e hai fatto per noi, per tutti».


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