Numerose le testimonianze d’affetto intercorse in questi giorni e le presenze alle esequie svoltesi giovedì pomeriggio per salutare Pietro Urbani, di Verolanuova, scomparso a 83 anni.
Pietro Urbani
Tutti se lo ricordano arrivare canticchiando o fischiettando, con il suo immancabile cappello e la bic nera infilata sopra l’orecchio e un grande, grandissimo sorriso perché quando arrivava Pietro arrivava anche il buon umore. E’ una comunità con il cuore gonfio di dolore, ma anche di ricordi che affiorano con malinconia e tenerezza che in questi giorni vuole ricordare senza sosta Pietro Urbani, 83 anni, scomparso a causa di una malattia. Pietro lo conoscono tutti in paese a Verolanuova ma in realtà nell’intera Bassa grazie al suo lavoro: per la bellezza di 56 anni ha percorso le lunghe strade delle terre basse avvolte dall’afa estiva ma anche dalle nebbie invernali, decorate con le fioriture primaverili e le foglie autunnali, perché Pietro era un venditore itinerante di generi alimentari, proprio tutti dai formaggi ai salumi passando per frutta e verdura.
“Non badarci , non farci caso”
Vendeva cibo, ma portava il buon umore, il suo motto infatti era “non badarci, non farci caso”, le preoccupazioni se le portava via con una risata, una bella battuta o una pacca sulla spalla.
In paese a Verolanuova in via Francesco Petrarca, aveva il negozio di alimentari, il Peter Pan, gestito dal figlio, lui al mattino impacchettava tutti i sacchetti di pane e li consegnava ai clienti e al pomeriggio si dedicava a portare le varie spese e se qualcuno dimenticava qualcosa nessun problema: Pietro sfoderava l’immancabile penna bic che teneva dietro all’orecchio e prendeva appunti.
Pietro è sempre stato un grande lavoratore: ha dedicato l’intera vita a lavoro e famiglia, sempre attivo, sempre col sorriso sulle labbra, tutti lo aspettavano volentieri come testimoniano i moltissimi messaggi arrivati alla famiglia anche a mezzo social: “Pietro solo ricordi belli! Di quando ero piccola e con il suo buon umore veniva a portarci il pane!”. Pietro era così: grazie al suo buon cuore, alla naturale esuberanza, al genuino entusiasmo era riuscito a conquistarsi un posto d’onore nei cuori di tutti e tutti lo aspettavano, soprattutto i bambini, con grande gioia, del resto a chi non piace fare due chiacchere spontanee in allegria. Pietro è stato per più di mezzo secolo una presenza costante nelle vite degli abitanti della Bassa, ormai era “uno di famiglia”, ecco perché giovedì pomeriggio la parrocchiale di Verolanuova era gremita: tutta la «sua» comunità ha voluto porgergli l’ultimo emozionato e affettuoso saluto. “Chissà quanti clienti dovrai servire in Paradiso”, ha ricordato qualcuno su Facebook, sicuramente porterà il suo buon umore e la sua allegria, gli stessi che non saranno mai dimenticati dai tanti, tantissimi che gli hanno voluto bene.
“Grazie per ogni istante che hai passato a prenderti cura di me”
Emozionante il ricordo che la nipote Alice ha voluto condividere con i tanti intervenuti alle esequie del nonno.
“Ciao Nonno, lunedì 19 gennaio, ti sei spento. Siamo arrivati lì alle 20,30 e fino a quando io e Noemi non abbiamo varcato la porta per uscire tu hai resistito, hai mostrato per l’ultima volta la tua forza e la tua determinazione. Appena uscite, hai deciso che era il momento giusto per tirare l’ultimo respiro. Tu mi ha cresciuta, insieme alla nonna. Mi ricordo ancora, quando andavo all’asilo e alle elementari, che tutte le mattine il papà mi portava da voi intorno alle 6, io scendevo dalla macchina, entravo dal garage e lì ad accogliermi c’eri tu che nel mentre stavi preparando i sacchetti del pane. Io ti dicevo: “Ciao nonno!” e correvo nel lettone, al tuo posto a dormire con la nonna. Poi, quando si facevano le 8:00, dovevo andare a scuola, ti raggiungevo e ti chiamavo dicendoti: “Andiamo Nonno!”. Passavo le giornate intere da voi, racchiuse intorno all’amore di te e nonna espresso nei piccoli gesti; vi ribaltavo casa, rubavo le pizzette in negozio, aiutavo la nonna a fare i casoncelli, le frittelle.. e tu tutti i giorni appena avevi due minuti venivi in casa e mi chiedevi se andasse tutto bene. Con il crescere poi ho vissuto l’adolescenza e qui sono stata un po’ assente: venivo poco a trovarvi, vi chiamavo raramente, ma come si dice: “è l’età”. Avrei voluto e dovuto dirti tante cose, come un semplice grazie per ogni istante che hai passato a prenderti cura di me, per aver creduto sempre in me, un ti voglio bene nonno, ma ogni volta che provavo a parlarti la mia voce si bloccava. Ti ricorderò per sempre con i tuoi occhi azzurri, con il cappello in testa, la penna, rigorosamente bic, dietro l’orecchio e felice di fare il giro del paese portando il pane alle persone, cantando e non superando i 30/40 km/h. Ora, riposa, che hai sofferto abbastanza, alla nonna ci pensiamo noi, tu l’hai protetta e amata fino ad oggi e meglio di così non potevi fare. Nonostante non te l’abbia mai dimostrato, ti ho voluto e ti vorrò per sempre bene! Buon viaggio nonnino!”