l'avventura

A 71 anni sulla strada della pace: il lungo cammino di Angelo Scaroni

Verso Santa Maria di Leuca: due mesi di strada, uno zaino sulle spalle e un messaggio nel cuore

A 71 anni sulla strada della pace: il lungo cammino di Angelo Scaroni

A 71 anni sulla strada della pace: il lungo cammino di Angelo Scaroni.

Nato da una scelta personale: a 71 anni

Ci sono cammini che portano verso una meta e cammini che, mentre vengono percorsi, assumono un significato più grande. Quello compiuto da Angelo Scaroni, cittadino di Castenedolo, appartiene sicuramente a questa seconda categoria. Un viaggio nato da una scelta personale, ma capace di trasformarsi in un messaggio che parla a tutti: la pace non è qualcosa di lontano o astratto, ma nasce dai gesti quotidiani, dalla capacità di incontrare l’altro e dalla volontà di mettersi in movimento.

Per due mesi Angelo Scaroni ha camminato con uno zaino sulle spalle e un sogno nel cuore. Ha attraversato il tempo e la fatica, affrontando giornate sotto il sole e giornate sotto la pioggia, portando con sé il peso della strada e quello inevitabile delle difficoltà che accompagnano ogni grande percorso. Le vesciche, la stanchezza, il silenzio e la solitudine sono diventati parte di un’esperienza che ha richiesta determinazione e forza interiore. Ogni mattina, però, la scelta è stata sempre la stessa: ripartire. Mettere un piede davanti all’altro e continuare. Un gesto semplice, quasi naturale, ma che in questo caso ha assunto un valore simbolico. Perché il cammino di Scaroni racconta una convinzione precisa: anche i percorsi più importanti iniziano sempre con un primo passo.

A 71 anni ha scelto di affrontare una sfida che molti, indipendentemente dall’età, forse non avrebbero nemmeno immaginato. Non per dimostrare soltanto la propria resistenza fisica, ma per dare forma concreta a un pensiero: la pace si costruisce attraverso la disponibilità a uscire dalle proprie abitudini, ad andare verso gli altri, a superare barriere e pregiudizi. Il viaggio si è concluso a Santa Maria di Leuca, un luogo che per Scaroni ha rappresentato molto più di un semplice punto di arrivo. La scelta di terminare il cammino davanti alla tomba di don Tonino Bello ha dato alla sua esperienza un significato ancora più intenso. La figura del vescovo salentino, da sempre legata ai temi della pace, della fraternità e dell’accoglienza, rappresenta infatti un riferimento per chi crede nella possibilità di costruire relazioni fondate sul dialogo e sulla solidarietà. Arrivare alla meta dopo settimane di cammino significa portare con sé non soltanto la soddisfazione di aver completato un percorso, ma anche tutto ciò che la strada ha lasciato dentro. Ogni passo diventa parte di una storia fatta di impegno, pazienza e fiducia.

Coordinamento per la Pace e la Cooperazione Internazionale

Il cammino di Angelo Scaroni si collega anche alla realtà da cui è partito: Castenedolo, Comune che aderisce al Coordinamento per la Pace e la Cooperazione Internazionale, impegnato nella promozione di una cultura dell’incontro e della collaborazione tra persone e comunità. Il suo viaggio diventa così una testimonianza coerente con un messaggio semplice ma importante: la pace non nasce soltanto dalle grandi decisioni o dalle grandi parole, ma anche dai comportamenti individuali, dalle scelte quotidiane e dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona da conoscere e non da giudicare.

Il percorso di Scaroni insegna che camminare significa avanzare, ma anche avere il tempo di osservare, ascoltare, comprendere. Angelo Scaroni ha portato il suo messaggio lungo le strade percorse, affidandolo alla forza dei suoi passi. Un passo dopo l’altro ha trasformato una scelta personale in una testimonianza collettiva. Perché il dialogo comincia sempre quando qualcuno decide di muoversi verso l’altro.