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Vaiolo delle scimmie, c'è anche un bresciano tra i contagiati

In Lombardia, al momento, sono undici i pazienti risultati positivi.

Vaiolo delle scimmie, c'è anche un bresciano tra i contagiati
Attualità 01 Giugno 2022 ore 09:36

Tra gli undici pazienti identificati in Lombardia e risultati affetti da vaiolo delle scimmie, risulta anche un bresciano.

Di chi si tratta

Si tratta di un paziente italiano il quale caso è stato diagnosticato all'Ospedale di Verona dove si era recato dopo aver accusato i primi sintomi dell'infezione al rientro dall'estero. Al momento, però, non risulta essere ricoverato e le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. Il resto dei pazienti risultati positivi al contagio provengono da: Milano (cinque), Brianza (tre), Pavia (una) e nel Mantovano (una). Risale invece a venerdì 20 maggio 2022 il primo caso confermato di vaiolo delle scimmie diagnosticato in Italia: si tratta di un uomo per il quale si è però reso necessario il ricovero in ospedale.

Sequenziato il genoma

Nella giornata di ieri (martedì 31 maggio) il team di virologi e ricercatori della Fondazione IRC CS Policlinico San Matteo di Pavia guidati dal professor Fausto Baldanti ha sequenziato l'intero genoma di un ceppo di virus del vaiolo delle scimmie dal tampone di uno dei pazienti risultati positivi.

Come si trasmette

Il virus si trasmette mediante un contatto stretto con un caso sintomatico. A dar vita al contagio possono essere: l'eruzione cutanea, i fluidi corporei e le croste. Così come ulcere, lesioni o piaghe della bocca. Il virus può diffondersi tramite la saliva o attraverso le famose goccioline respiratorie. La trasmissione può avvenire anche tramite contatto diretto tra lesioni durante l'attività sessuale.

Come proteggersi

Secondo la circolare del 25 maggio 2022 emanata dal Ministero della Salute, i casi confermati e sospetti di vaiolo delle scimmie devono mettersi in autoisolamento e contattare immediatamente il proprio medico. Coloro che abbiano avuto un contatto stretto con un caso confermato devono essere monitorati ogni giorno per un periodo non inferiore ai 21 giorni.

 

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