Attualità
amministrativa

Ultimo atto per liquidare la Paratico Patrimoniale

Il Comune ha aperto un mutuo da 1.400.000 euro per acquisire gli ultimi due immobili della partecipata, l’ex carbonaia e il chiosco sul lungolago delle Erbe danzanti

Ultimo atto per liquidare la Paratico Patrimoniale
Attualità Sebino e Franciacorta, 07 Novembre 2022 ore 20:47

Ultimo atto per liquidare una volta per tutte la Paratico Patrimoniale, la società partecipata al cento per cento dal Comune. L’Amministrazione comunale ha deciso di acquisire l’ex carbonaia e il chiosco del parco delle Erbe danzanti, ultimi due immobili di proprietà della Srl in liquidazione dal 2017 per chiuderla definitivamente.

Ultimo atto per liquidare la Paratico Patrimoniale

"Abbiamo deciso di anticipare i tempi della liquidazione perché oggi come oggi il passaggio di una proprietà da una partecipata al cento per cento dal Comune al Comune stesso è esente da tasse - ha dichiarato il sindaco, Gianbattista Ministrini - Abbiamo fatto quindi un investimento da 1.400.000 euro per acquisire i due immobili sul lungolago aprendo un mutuo, la cui rata è interamente coperta dai due affitti, già rinnovati per ulteriori sei anni. Negli anni sono cambiate le impostazioni governative sull’utilizzo delle patrimoniali. Da qui la scelta di metterla in liquidazione e portare tutto il capitale delle aree rimaste e degli immobili nella proprietà del Comune stesso".

Lo scorso anno l’Amministrazione aveva inserito nel piano delle alienazioni l’edificio alle Chiatte con tanto di aree esterne di competenza. Ma a seguito della mobilitazione dei consiglieri di opposizione, dei cittadini e di una raccolta firme, la maggioranza era tornata sui suoi passi e lo stesso locale che si voleva vendere verrà ora acquisito dal Comune.

Su quest’ultima operazione per liquidare la partecipata, però, la minoranza di Sosteniamo Paratico resta critica.
"Questo è l’ultimo atto di una pagina opaca, oscura e triste dell’Amministrazione comunale di Paratico, perché questa operazione ha portato criticità per il Comune (non lo diciamo noi ma la Corte dei Conti con i vari accertamenti fatti in questi anni) e poca lungimiranza amministrativa - ha dichiarato il consigliere di opposizione Tiberio Boni - In pratica tutti i soldi spesi sono risultati superiori rispetto alle somme che sarebbero state impiegate acquistando direttamente le aree e gli immobili, e non attraverso la Paratico Patrimoniale, controllata al cento per cento. Noi non siamo contrari all’acquisizione di queste aree, ma di come questa operazione sia stata passata alla Paratico Patrimoniale, invece che tenere direttamente all’interno del Comune i beni immobili".

Nata nel 2007 per "convenienza fiscale" nell’acquisizione dell’area delle ferrovie e quindi per lo sviluppo e la riqualificazione del comparto del lungolago delle Chiatte e delle vie limitrofe (l’obiettivo del Consiglio comunale del 22 giugno 2017 era infatti di avvalersi dello strumento societario per "cercare di non pagare 630.000 euro di Iva" su un importo di 3.150.000 euro), la Patrimoniale nel 2018 era stata definita dai giudici contabili come "diseconomica" per il bilancio del Comune, sia per l’acquisizione del patrimonio immobiliare sia per i costi di gestione, tra cui quelli per consulenze, contabili e notarili, e per il compenso previsto per l’amministratore. Non solo, la Corte dei Conti aveva anche evidenziato come "non sempre la società avesse sostenuto costi coerenti con il proprio oggetto sociale", richiamando come esempio le spese per buffet, un servizio fotografico, un pranzo offerto alle autorità e l’organizzazione di un evento.

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