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Temperature oltre la media nel Bresciano, le api sono disorientate

La preoccupazione degli apicoltori

Temperature oltre la media nel Bresciano, le api sono disorientate
Attualità Brescia, 10 Gennaio 2023 ore 16:35

Le temperature sopra le media nel Brecsiano disorientano le api.

Temperature oltre la media, in tilt anche le api

Le temperature sopra la media che si stanno registrando in provincia di Brescia in questo inizio d'anno stanno disorientando le api spingendole a uscire dagli alveari in cerca di cibo e fiori. È quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Brescia sugli effetti del clima mite nelle campagne in diverse zone della provincia.

 

“É fondamentale tenere sotto controllo le api, molto più che in un inverno normale. Vanno nutrite con composti di acqua, zucchero e miele per evitare di perderle– spiega Valentina Cella, apicoltrice di Cazzago San Martino (BS) - in questo periodo le api dovrebbero ammassarsi tra loro per ‘scaldarsi’ all’interno dell’alveare, invece a causa delle temperature autunnali percepite al di fuori, volano in giro, ma non trovando nulla con cui alimentarsi, vanno in crisi di fame.”.

Un dicembre caldo

Il mese di dicembre in Italia ha fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica secondo un’analisi della Coldiretti sulla banca dati aggiornata Isac Cnr che rileva le temperature dal 1800 e che classifica il 2022 come l’anno più bollente con una temperatura media superiore di 1,15 gradi e la caduta del 30% di precipitazioni in meno, rispetto alla media storica del periodo 1991-2020.

 

“Come apicoltori la nostra preoccupazione aumenta di fronte all’eventualità che il clima torni rigido e che si debbano affrontare possibili gelate, le api sono disorientate dalle temperature miti di queste giornate - conferma Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio (BS) – non si comportano come se fossimo in pieno inverno: escono dagli alveari alla ricerca di fiori e di cibo, ma non trovando molto e quindi il rischio è che soffrano sin d’ora la fame.”.

 

Si accentua dunque – sottolinea Coldiretti – la tendenza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine dopo il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020. Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – conclude Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.

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