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Garda e Iseo

Stop all’immissione di coregone e trota: insorgono i pescatori del Lago

Sul tema è intervenuto anche l'assessore regionale all'Agricoltura Fabio Rolfi.

Stop all’immissione di coregone e trota: insorgono i pescatori del Lago
Attualità Brescia, 13 Novembre 2021 ore 16:39

Sul tema è intervenuto anche l'assessore regionale Fabio Rolfi. Il decreto che prevede lo stop potrebbe diventare operativo. Il divieto nasce perchè questi sarebbero "non autoctoni".

Stop all’immissione di coregone e trota: insorgono i pescatori

Ha suscitato un vero e proprio polverone nel settore l’adozione da parte del Ministero dell’Ambiente dei cri- teri del decreto 102/2019 "per la reintroduzione e il ripopola mento delle specie animali autoctone" ma anche "per l’immissione di specie e popolazioni animali non autoctone nel rispetto di salute e benessere delle specie". A far scattare l'allarme sono stati tra i pescatori (bresciani, ma non solo) e tutti i professionisti della filiera della pesca di laghi e fiumi che immediatamente si sono detti contro il decreto.

Il decreto

Il decreto stabilisce che laspecie con cui si ripopolano le acque dei laghi divGarda e Iseo, cioè il coregone lavarello, e quella con cui si fa lo stesso lavoro in fiumi e torrenti, cioè la trota fario, non potranno più essere incubate e liberate nelle acque. L’articolo 2, comma 1, lettera o-sexies del decreto del presidente della Repubblica 357 del 1997, le defi- nisce infatti "non autoctone", perchè "non facenti parte originariamente della fauna indigena italiana".

Le razioni

Tra i primi a farsi sentire, il  rappresentante dei pescatori del lago d'Iseo, Raffaele Barbieri, che ha evidenziato che è omai tempo di credere che "la campagna ittiogenica per il coregone del Sebino e del Garda in programma tra dicembre 2021 e gennaio 2022 sia già da considerare persa". Un danno, questo, giganteso se si considera che solitamente vengono immessi ogni anno tra i 40 e i 50 milioni di coregoni nel Garda e, invece, tra i 4 e i 5 milioni nel lago d'Iseo.

L'intervento dell'assessore Rolfi

Vogliamo far capire l’importanza economica della filiera della pesca, sia professionale che sportiva. Lo stop alla immissione di specie ittiche considerate alloctone, voluto dal Ministero della Transizione ecologica, è un danno enorme per l'economia e non c’entra nulla con la transizione stessa. Non si possono considerare alloctoni il lavarello e la trota, che sono presenti nelle acque lombarde da secoli".

Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi questa mattina in piazza Città di Lombardia a Milano, dove erano presenti 250 persone tra rappresentanti delle Regioni, dei pescatori e degli operatori economici. Hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e il sottosegretario con delega ai Rapporti con il Consiglio regionale, Fabrizio Turba.

In Lombardia operano 150 imprese della pesca professionale e praticano la pesca sportiva circa 80.000 appassionati. Migliaia di persone che vivono i territori, acquistano attrezzature, vanno nei ristoranti, dormono negli alberghi e che generano un indotto da decine di milioni di euro all’anno. Il decreto dà la possibilità alle Regioni di chiedere delle deroghe. La Lombardia ha elaborato, in collaborazione con le Università lombarde, studi e documenti tecnici e ha chiesto la deroga per lavarello e salmerino alpino e il riconoscimento della autoctonia della trota mediterranea. È a livello avanzato la predisposizione anche della richiesta di deroga per fario e iridea. Ad oggi però nessuna deroga è stata concessa e anzi si moltiplicano le richieste di documentazione e studi integrativi ad evidente dimostrazione dell’approccio ideologico alla pesca da parte degli uffici ministeriali. Nei prossimi giorni elaboreremo un documento da condividere con tutte le realtà interessate per chiedere una interlocuzione diretta con il ministro al quale si chiederà di riconoscere queste specie. La richiesta congiunta e condivisa di tutte le regioni, le associazioni pescatorie, agricole, turistiche, piscicoltori e ristoratori non potrà essere ancora una volta messa da parte.

 

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