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Sos raccolti, la siccità record mette in crisi i raccolti in campo

Il conto dei danni dovuti alla siccità nelle campagne italiane è salito a 3 miliardi di euro.

Sos raccolti, la siccità record mette in crisi i raccolti in campo
Attualità Brescia, 30 Giugno 2022 ore 15:20

Dal -30% sulle rese di frumento e orzo al 40% sui foraggi che servono all’alimentazione degli animali, ma si temono produzioni quasi dimezzate anche per il mais e la perdita di un terzo del riso.

 

In calo del 10% la produzione del latte

È questo l’impatto medio che la siccità sta avendo sulle produzioni lombarde secondo le stime della Coldiretti regionale, mentre nelle stalle le mucche stressate dal caldo afoso stanno producendo oltre il 10% in meno di latte.

 

“Senza acqua non è possibile garantire le produzioni di cibo – commenta Valter Giacomelli presidente di Coldiretti Brescia – è indispensabile che venga messo in pratica tutto quanto si può fare per tentare di salvare il salvabile. Ci auguriamo che possa diventare operativo quanto prima l’accordo con i gestori degli impianti idroelettrici del Trentino preannunciato dal presidente Fontana. A questo proposito – continua Giacomelli – ringraziamo il Governatore e gli assessori regionali che sono impegnati ad affrontare questa situazione estremamente difficile e complessa su più fronti”.

 

Siccità record

Le produzioni agricole – continua Coldiretti Brescia – sono messe a dura prova da una siccità che non si registrava da tempo e che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003.  In Provincia di Brescia in sei mesi si sono accumulati solo 183 millimetri di precipitazioni, ben il 62% in meno rispetto alla media 2006/2020, mentre le temperature hanno registrato a maggio valori superiori alla media di 1-3 gradi, con punte fino a +3/+5 gradi sull’area cittadina secondo un’analisi Coldiretti su dati Arpa Lombardia. La situazione è difficile in tutto il Paese – conclude Coldiretti – e il conto dei danni dovuti alla siccità nelle campagne italiane è ormai salito a 3 miliardi di euro. Solo nel bacino della pianura padana è minacciato il 30% dell’agroalimentare Made in Italy e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo.

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