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Soccorritore volontario e autista soccorritore verso la professionalizzazione, la proposta

A maggio è stata presentata la proposta di legge volta alla promozione e valorizzazione delle due figure.

Soccorritore volontario e autista soccorritore verso la professionalizzazione, la proposta
Attualità Brescia, 06 Luglio 2022 ore 13:20

Professionalizzazione della figura del soccorritore volontario e dell'autista soccorritore, la proposta del consigliere regionale bresciano Gabriele Barucco.

Il progetto di legge

 

La figura del soccorritore volontario e dell’autista soccorritore sono indispensabili e fondamentali per garantire il primo soccorso nella nostra Regione - ha dichiarato -  Basti pensare che nella sola Lombardia operano oltre 30 mila volontari nelle varie croci, che rappresentano la quasi totalità degli operatori del primo soccorso. Senza di loro non potremmo offrire un servizio così importante per tutti, che oggi però va salvaguardato e protetto con maggiori tutele.  Il dato è infatti emblematico e rileva come il servizio sanitario regionale non potrebbe mai farsi carico dei costi del primo soccorso, se non grazie ad una rete di volontari che prestano gratuitamente servizio nelle varie sedi operative del territorio lombardo. È proprio per questi motivi che non riconoscere tali figure come professioni comporta un’ingiusta differenziazione di trattamento in capo a volontari che svolgono egregiamente un servizio indispensabile per la Lombardia e per il Paese, senza i quali il primo soccorso sarebbe difficilmente garantito.   Oggi è quindi fondamentale tutelare la figura del soccorritore volontario e dell’autista soccorritore, motivo che mi ha spinto a presentare, lo scorso maggio, assieme al gruppo Forza Italia in Regione Lombardia, il progetto di legge n. 225, che consentirà la promozione e la valorizzazione delle due figure. 

 

Figure sottovalutate

"La situazione odierna, infatti, presenta a livello nazionale una mera definizione basica del “soccorritore” e del “soccorritore autista”, lasciando alle regioni, tramite AREU, il coordinamento delle attività delle varie croci, formate sia da professionisti sia da volontari, ma dove questi ultimi rappresentano la quasi totalità. Oggi le associazioni concordano anche i percorsi formativi, totalmente a carico delle stesse, in una situazione fortemente disordinata.  Come Regione Lombardia pur non disponendo della competenza per definire una figura professionale, con il presente PDL chiederemo indirettamente allo Stato di fornire delle linee guida al fine di riconoscere la figura del soccorritore, per tutelarla e salvaguardarla, attribuendogli la dignità che merita. Nel concreto, mentre oggi sono le varie associazioni a stabilire il percorso formativo, grazie alla nuova legge regionale potremo garantire un percorso ben più strutturato, con 200 ore di formazione per il soccorritore semplice e 200+200 per i soccorritori-autisti. Questo significa preparare un contingente di 30mila persone verso una vera e propria professionalizzazione. Valorizzare gli operatori e le organizzazioni no profit del terzo settore attraverso una formazione più strutturata, ci consentirà di avere operatori sempre più preparati, quale garanzia di qualità e assistenza fornita a chi si trova in situazione di emergenza/urgenza in Lombardia".

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