Sicurezza alimentare, da Brescia all’Uganda: al via il progetto One Health.
Da Brescia all’Uganda: missione sicurezza alimentare
L’obiettivo del progetto è migliorare la sicurezza alimentare, prevenire le zoonosi e contrastare l’antimicrobico-resistenza. Partirà domani (sabato 19 settembre 2026) nel Mahyoro Town Council, nell’Uganda occidentale, un progetto finalizzato al miglioramento della sicurezza alimentare, della salute pubblica e della tutela ambientale attraverso l’approccio One Health, modello riconosciuto a livello internazionale che integra salute umana, salute animale e protezione dell’ambiente, promosso dalla Associazione Intermed ETS e patrocinato da ATS Brescia.
Ats Brescia affianca Intermed nel progetto in Uganda, con il sostegno di Regione Lombardia: il tutto mettendo a disposizione competenza e professionalità attraverso la presenza di Manuela Fazia, veterinario dipendente, che sarà impegnata sul campo lungo tutta la durata del progetto (tre settimane). Il team di lavoro è composto da professionisti italiani e ugandesi. L’iniziativa nasce dalla necessità di affrontare le criticità igienico-sanitarie che caratterizzano le attività di macellazione in un territorio rurale di circa 17.100 abitanti, dove l’allevamento rappresenta una fondamentale risorsa economica e alimentare per la popolazione locale.
Nei 18 villaggi del Mahyoro Town Council vengono infatti macellati ogni settimana bovini, ovicaprini e suini in condizioni spesso prive di adeguate strutture, controlli veterinari e misure di protezione per gli operatori. Le conseguenze sono rilevanti sia per la salute delle persone sia per quella degli animali e degli ecosistemi. Particolare preoccupazione destano alcune malattie zoonotiche presenti nell’area, tra cui tubercolosi, brucellosi, echinococcosi, cisticercosi, fascioliasi, carbonchio e Rift Valley Fever. A queste problematiche si aggiunge l’utilizzo improprio degli antibiotici negli allevamenti, fenomeno che contribuisce alla crescente emergenza globale dell’antimicrobico-resistenza.
Finalità
L’obiettivo del progetto è rafforzare la sicurezza della filiera alimentare locale attraverso percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti a macellatori, leader comunitari, operatori sanitari, autorità locali e studenti della scuola St. Thereza di Mahyoro, frequentata da circa 450 ragazzi e ragazze tra i 6 e i 18 anni. Le attività affronteranno temi quali l’igiene della macellazione, la prevenzione delle zoonosi, la sicurezza sul lavoro, la gestione sostenibile degli scarti, l’uso corretto degli antibiotici e il contrasto all’antimicrobico-resistenza, con un’attenzione particolare all’educazione delle nuove generazioni sui temi della salute e della tutela dell’ambiente. I risultati attesi includono il miglioramento delle condizioni igieniche lungo la filiera della carne, la riduzione del rischio di trasmissione delle zoonosi, una maggiore tutela della salute dei lavoratori, la diminuzione dell’uso improprio di antibiotici e un rafforzamento delle competenze locali in materia di prevenzione e salute pubblica.
“Un modello innovativo”
“Questo progetto rappresenta un modello innovativo di collaborazione internazionale che Regione Lombardia e la Direzione Generale Welfare hanno condiviso e sostenuto. ATS Brescia è lieta di supportare l’Associazione Intermed mettendo a disposizione le proprie competenze e modelli di lavoro sviluppati sul territorio – ha dichiarato Claudio Sileo direttore generale di Ats Brescia – . La partecipazione della nostra veterinaria, la dottoressa Fazia, in orario di servizo, testimonia concretamente il ruolo di ATS Brescia nel promuovere la salute anche in contesti che, pur lontani, affrontano sfide di sanità pubblica analoghe alle nostre.”
“Fondamentale la cooperazione internazionale”
“Abbiamo subito accolto con interesse la proposta di InterMed – queste le parole di Laura Lanfranchi direttrice sanitaria di Ats Brescia – . la cooperazione internazionale è fondamentale perché permette di unire risorse e competenze per affrontare le sfide globali che oggi nessun Paese può risolvere da solo, come, in questo caso, il contrasto all’antimicrobico-resistenza e la necessità di agire secondo l’approccio One Health, una strategia integrata che riconosce l’indissolubile legame tra la salute umana, la salute animale e la salvaguardia dell’ambiente.”
“Potenziare la sicurezza alimentare e la tutela della salute pubblica”
“Questo progetto, attraverso la formazione degli operatori locali e l’educazione delle nuove generazioni, si propone di potenziare la sicurezza alimentare e la tutela della salute pubblica -ha dichiarato Claudio Monaci, direttore del Dipartimento Veterinario di Ats Brescia – . Promuovere buone pratiche di allevamento, la conoscenza delle principali malattie trasmissibili dall’animale all’uomo, la corretta manipolazione e conservazione degli alimenti lungo la filiera, insieme a percorsi formativi rivolti ai giovani, significa investire concretamente nel benessere delle comunità e nello sviluppo sostenibile dei territori.”
“Investire sulla formazione”
“Attraverso la promozione di corrette pratiche igienico-sanitarie lungo la filiera della carne, la prevenzione della diffusione delle zoonosi e il contrasto all’antimicrobico-resistenza, contribuiamo a rafforzare la sicurezza alimentare e la protezione delle comunità locali – ha dichiarato Manuel Fazia Veterinario di Ats Brescia – . Investire nella formazione degli operatori, degli operatori sanitari e delle giovani generazioni significa costruire competenze durature e favorire uno sviluppo sostenibile capace di produrre benefici concreti per la popolazione, gli animali e l’ambiente” .