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Riaprono le scuole, lo sfogo di un dirigente: "Ci viene chiesto l'impossibile"

La presa di posizione del preside del Gigli Davide Uboldi, per il quale le misure varate dal Governo potrebbero rivelarsi inattuabili e di dubbia efficacia.

Riaprono le scuole, lo sfogo di un dirigente: "Ci viene chiesto l'impossibile"
Attualità 07 Gennaio 2022 ore 15:38

Le scuole dovrebbero (il condizionale, di questi tempi, è sempre d'obbligo) riprendere lunedì 10 gennaio. Ma le nuove misure per la quarantena varate il 5 gennaio, proprio a ridosso della riapertura, preoccupano, e non poco, i dirigenti scolastici bresciani. Procedure che, come ha evidenziato in una nota il preside del Gigli di Rovato Davide Uboldi, si preannunciano difficilmente attuabili, oltre che di dubbia efficacia.

Riaprono le scuole, lo sfogo di un dirigente

"Le misure assunte dal Consiglio dei Ministri per il contrasto alla diffusione del Covid-19 nelle scuole stanno suscitando forte preoccupazione per la presenza di procedure che si preannunciano di difficile gestione, oltre che di dubbia efficacia. Non è infatti possibile assicurare la riapertura delle scuole in sicurezza senza tener conto dell’impossibilità di applicare la sorveglianza con testing nella scuola primaria e l’autosorveglianza nella secondaria in un momento in cui l’aumento esponenziale dei contagi ha messo in crisi tutto il sistema del tracciamento che le ASL non riescono più a garantire. Non si può chiedere ai dirigenti scolastici di garantire il diritto all’istruzione diversificando per la stessa classe due modalità contemporanee di didattica in presenza e a distanza. L’esperienza dello scorso anno ha dimostrato la difficoltà e l’inefficacia di tale formula mista. Va inoltre rilevato che la crescita esponenziale dei contagi anche tra il personale vaccinato non consentiranno di assicurare la sostituzione degli assenti e il regolare svolgimento delle attività didattiche".

Insomma, per Davide Uboldi le misure varate potrebbero rivelarsi impossibili da mettere in pratica. E non è da sottovalutare anche la carenza di insegnanti e personale, visto l'aumento esponenziale dei contagi anche tra i vaccinati.

"Ci hanno lasciati soli ancora una volta"

In questa drammatica situazione nessuna indicazione è arrivata alle scuole e ai dirigenti scolastici dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Ministero dell’Istruzione. A ciò si aggiunge la comunicazione del servizio di Trasporto Pubblico Locale che ha reso nota la difficoltà di garantire tutte le corse del trasporto a seguito della malattia di vari autisti. Ancora una volta i dirigenti scolastici, la comunità scolastica, sono soli a fronteggiare la drammaticità di un’emergenza sanitaria che sta mettendo a nudo le contraddizioni e le criticità di un sistema scolastico di cui, solo a parole, si riconosce la centralità per la crescita del Paese. Nel denunciare le difficili condizioni in cui la scuola è costretta ad operare per garantire il servizio di istruzione con questa comunicazione sono ad evidenziare le specifiche criticità che saremo chiamati ad affrontare alla ripresa delle attività didattiche e la possibilità di non poter garantire la regolarità del servizio scolastico. A fianco di questo voglio però sottolineare l'impegno di tutti Noi del Gigli, come sempre fatto, a garantire un servizio di qualità per preparare i nostri studenti al futuro".

Per il dirigente scolastico dell'istituto secondario superiore Lorenzo Gigli Davide Uboldi, la scuola è (per l'ennesima volta) costretta a operare con tante, probabilmente troppe, contraddizioni e criticità. E, questo lo aggiungiamo noi, a farne le spese sono sempre i nostri bambini e ragazzi.

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