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I dati

Recupero dell'olio esausto: Chiari esempio virtuoso

La raccolta in modo corretto consente di preservare la falda acquifera, il sottosuolo e la flora del nostro territorio. Non solo. Il recupero dell'olio nei nove punti consente un ricavo di circa duemila euro all'anno.

Recupero dell'olio esausto: Chiari esempio virtuoso
Attualità Bassa, 25 Settembre 2021 ore 08:39

Oltre 10mila chilogrammi nel 2020, con punte anche di più di 12mila chilogrammi nel 2019, e con una presenza di punti capillari di raccolta sul territorio a vantaggio dell’ambiente e della collettività.

Recupero dell'olio esausto: Chiari esempio virtuoso

Sono questi gli ottimi dati della raccolta dell’olio esausto nel territorio del Comune di Chiari. Un percorso iniziato ben sette anni fa, quando allora si raccoglievano circa 2.050 chilogrammi di olio e che oggi ha quintuplicato l’intero ammontare. Infatti, è noto che l’olio da cucina – detto olio esausto dopo l’uso (come in fritture e altro) – è uno degli inquinanti più insidiosi, a causa della sua capacità di penetrare in profondità nel terreno e danneggiare falde e suolo. L’incivile abitudine di gettarlo nel lavello della cucina dopo l’uso è ormai accertato essere una delle peggiori cause di inquinamento ambientale.

Ecco perché, per ovviare a questo problema, l’Amministrazione del sindaco Massimo Vizzardi in collaborazione con la municipalizzata Chiari Servizi, già nel 2015 aveva messo in campo mezzi e risorse: in particolare, se era deciso di portare a nove il numero di campane per la raccolta degli oli (vegetali ed animali) esausti presenti in città; oltre a una decima campana accessibile al Centro di Raccolta. Del resto, la modalità stessa di raccolta dell'olio vegetale esausto a Chiari è semplice e intuitiva: basta utilizzare una vecchia bottiglia di plastica usata per raccogliere l’olio e poi conferirla in uno dei bidoni gialli (le campane, appunto) collocati nelle vicinanze delle scuole e dei supermercati – come quello in via Brescia (nelle vicinanze del Supermercato Penny Market), il cui posizionamento nel 2018 fu fatto seguendo i suggerimenti della stessa cittadinanza.

Insomma, a Chiari raccogliere nel modo corretto l'olio vegetale consente di preservare la falda acquifera, il sottosuolo e la flora del nostro territorio. Non solo. Il recupero dell'olio nei nove punti consente un ricavo di circa duemila euro all'anno.

«Questo è un servizio apparentemente banale, ma in realtà molto utile all’ambiente e ai costi di gestione del servizio idrico – ha commentato l’assessore ai Rapporti con Chiari Servizi, Domenico Codoni –. Anni fa finiva disperso nell’ambiente gran parte dell’olio da cucina esausto: ora si è consolidata una pratica virtuosa che molti Comuni del circondario hanno iniziato a copiare».

«La raccolta degli oli vegetali può sembrare un piccolo gesto – ha aggiunto il presidente di Chiari Servizi, Marco Salogni – ma questa azione si inserisce a pieno titolo nei compiti che ognuno di noi può mettere in pratica per contribuire a preservare e mantenere vivibile l’ambiente che ci circonda».

 

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