«Avevo undici anni e ho avuto la fortuna di giocare un anno con Kobe Bryant nell’allora minibasket a Pistoia».
Comincia con questa chicca sul rapporto avuto in gioventù con il mito e l’icona dei Los Angeles Lakers e della NBA purtroppo scomparso a soli 41 anni, la prima lunga chiacchierata di ManerbioWeek con Giovanni Bassi, il nuovo coach della Logiman Orzinuovi.
Chi è il nuovo coach di Orzibasket
Nato a Pistoia il 10 marzo del 1976, tutta la vita del toscano è ruotata intorno alla palla a spicchi, tanto che non cela l’orgoglio quando racconta: «Da giocatore prima, e allenatore dopo, ho toccato tutte le categorie del basket dalla Promozione alla Serie A1». Bassi vive a Pistoia con la moglie Francesca e la figlia Benedetta, neo dottoressa. «Si è da poco laureata, ma come dico sempre io in casa è lei che capisce di pallacanestro…». Spigliato, affabile, di carattere, da buon toscano pronto all’ironia. La prima chiacchierata con Bassi, fa subito intuire che ad Orzinuovi è arrivato non solo un ottimo coach, ma una persona dabbene.
Nell’ultima stagione hai allenato a Roseto in A2, che idea ti sei fatto della B Nazionale?
«Ho lasciato la B cinque o sei anni fa. Sicuramente da allora il livello si è alzato parecchio tecnicamente, ma soprattutto fisicamente. E’ chiaro che nel campionato non c’è l’incidenza del giocatore americano e questo permette ai giocatori italiani di potersi mettere in mostra. Penso ad un campionato molto competitivo specialmente nella fascia medio/alta e quindi ci aspetta una stagione sicuramente complicata».
Dal palmares si evince che sei un coach vincente…
«Ringrazio e mi fa piacere. Dipende però da come si fanno le valutazioni: ho avuto la fortuna di vincere qualcosa, ho in carriera più vittorie che sconfitte, ma detto questo sono un competitivo e cerco di trasmettere questo alle mie squadre. La stessa cosa che proverò a fare ad Orzinuovi».
Sei stato assistente di Walter De Raffaele in A1, un caoch tra i migliori in Italia. Che esperienza è stata?
«La prima cosa che mi sento di dire è ringraziare De Raffaele per tante cose: lui è un mio punto di riferimento. Fare l’assistente non è chiaramente la stessa cosa di allenare. Esistono tante sfaccettature diverse, alcune le ho apprezzate e altre meno. E’ stata una grandissima esperienza e la possibilità di una stagione con giocatori di alto livello e un coach come De Raffaele è stata importantissima. La ciliegina sulla torta la partecipazione alla Basketball Champions League. L’approccio alle partite all’estero è completamente diverso rispetto a quello che abbiamo noi. Per loro la partita è una vera e propria festa, non una battaglia come da noi».
Nell’ultima stagione hai allenato per 14 partite la Pallacanestro Roseto in A2, poi a gennaio hai dato le dimissioni. Perché l’addio?
«Non c’erano più le condizioni, soprattutto umane, per continuare. Per me certe cose non sono negoziabili e ho sentito il dovere di fare un passo indietro».
Arrivi ad Orzinuovi dopo una strepitosa stagione dove la squadra partita senza i favori dei pronostici è arrivata ad un soffio dalla scalata alla A2. Ma soprattutto ha saputo coniugare spettacolo e risultati.
«Faccio un passo indietro e faccio i complimenti a coach Gabrielli. Arrivo in una situazione non facile, per un allenatore non è mai bello arrivare in una piazza dopo una stagione ad altissimi livelli come è stata quella dello scorso anno. Ma devo essere sincero: quando mi hanno fatto la proposta di allenare non ci ho pensato nemmeno un secondo. Anzi per me è uno stimolo in più. Chiaramente cercheremo di portare la squadra il più in alto possibile in classifica. Vogliamo ritagliarci un ruolo da “underdog” (chi parte sfavorito, ndr) come si usa dire adesso. Ci sono squadre più attrezzate e con un budget superiore nel nostro girone, ma noi vogliamo dare noia, se possibile. Si dovrà giudicare la squadra per come gioca, per lo spirito, per l’atteggiamento che mostriamo ogni giorno, non solo la domenica ma anche negli allenamenti».
Come ti senti di definire il roster allestito?
«Prima di tutto devo ringraziare il presidente Zanotti e il direttore sportivo Muzio che hanno fatto un lavoro straordinario in estate mettendomi in condizione di poter sempre dire la mia sui giocatori da portare ad Orzinuovi. Una cosa che dovrebbe essere scontata, ma in Italia purtroppo non è così, per questo è da sottolineare ancora di più quello che fa questa società. Mi sembra di avere una squadra equilibrata, piuttosto profonda, con tanti giocatori versatili, cosa che mi piace molto. Dal n° 3 in poi abbiamo giocatori fisicamente grossi ed è una cosa che dovremo sfruttare. Nel reparto piccoli la ciliegina sulla torta è il croato Rogic che potrebbe essere importante per questa categoria, è un giocatore che sa mettere in ritmo i compagni. Ritrovo Minoli, giocatore che ho già allenato due volte a Chiusi e Palermo, e ne sono contento. Vorremmo essere una squadra con ritmo e ci piacerebbe essere una delle migliori difese del campionato».
Sei della schiera dei coach che affermano: “Si vince prendendo un canestro in meno non facendo un canestro in più”?
«Il mio pensiero è questo: La difesa non dipende dalle giornate dei singoli giocatori, dipende da quello che sai fare. Mentre in attacco anche se fai le scelte giuste c’è la sera in cui la palla non ne vuol sapere di entrare nel canestro».
Nella foto in evidenza: Giovanni Bassi e Kobe Bryant