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Psicomotricità in corsia, presentato il progetto agli Spedali Civili di Brescia

Psicomotricità in corsia, coordinato dalla Dottoressa Moira Faustini, è realizzato in collaborazione con l’Associazione ABE e tutto il personale medico ed infermieristico della Unità Operativa diretta dal Dottor Fulvio Porta

Psicomotricità in corsia, presentato il progetto agli Spedali Civili di Brescia
Attualità Brescia, 15 Dicembre 2022 ore 14:11

Psicomotricità in corsia, presentato il progetto a Brescia.

Il progetto

Il progetto, presentato questa mattina (giovedì 15 dicembre 2022) nella Sala Consiliare della ASST Spedali Civili di Brescia, fu ideato dalla Dottoressa Giuliana Arcelloni Battaglia e prese il via nel 1993 su iniziativa del Direttore Professore Alberto Ugazio. Iniziativa che fu successivamente supportata dal Professore L.D. Notarangelo e dal Professor Alessandro Plebani. 

Negli anni il progetto si è evoluto, ha cambiato alcuni aspetti, ma non lo scopo che è rimasto quello di mantenere ed implementare le abilità dei piccoli degenti ricoverati per periodi più o mento lunghi all’interno dell’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica e Trapianto di Midollo Osseo della ASST Spedali Civili di Brescia. Tutto questo attraverso il gioco e i differenti linguaggi corporei e motori ponendo la massima attenzione alla dimensione emotiva e relazionale.

Psicomotricità in corsia, coordinato dalla Dottoressa Moira Faustini, è realizzato in collaborazione con l’Associazione ABE e tutto il personale medico ed infermieristico della Unità Operativa diretta dal Dottor Fulvio Porta.

"La guarigione dalle malattie oncoematologiche dei bambini, che è ormai un obiettivo raggiungibile, si ottiene spesso dopo lunghi periodi di degenza che durano anche diversi mesi. Soprattutto nei più piccoli, l'allettamento prolungato porta alla regressione delle acquisizioni psicomotorie più elementari. Da qui la necessità dell'intervento pronto di professionisti del movimento, gli psicomotricisti, che per primi in Italia, abbiamo coinvolto da anni come parte integrante dell'equipe oncoematologica", ha sottolineato il Dottor Fulvio Porta.

Nel concreto

Sono quattro gli psicomotricisti che si dedicano al progetto per 12 ore settimanali. Dalla ripresa post Covid ad oggi l’attenzione è stata direzionata nell’area trapianti con bambini da 0 a 3 anni. In questa fascia d’età l’aiuto psicomotorio è fondamentale perché si creino i presupposti per gli adattamenti futuri.

Alcuni aspetti fondamentali come il contatto, le espressività corporee, il dialogo tonico, l’espressione gestuale e il gioco funzionale, diventano l’obiettivo principale da perseguire con il bambino ospedalizzato nella relazione con sé, con gli altri, con l’ambiente, con il materiale e con le figure di riferimento.

Il supporto psicomotorio si sviluppa nella sua quotidianità, nella costante interazione tra personale medico, genitori, personale infermieristico e l’associazione ABE, sia in reparto sia nelle casette preposte ad ospitare i bambini che possono permettersi di uscire dall’ospedale rimanendo, però, vicino per ricevere le cure necessarie.

 “Sono orgoglioso che all’interno della Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica e Trapianto di Midollo Osseo della ASST Spedali Civili di Brescia si sviluppi e si porti avanti un progetto così importante, fondamentale per il futuro delle nostre e dei nostri piccoli pazienti. Un grande aiuto per i piccoli e per i loro famigliari. Ringrazio il Centro, i volontari, i medici e gli infermieri per il loro impegno e la loro professionalità”, ha dichiarato il Direttore Generale della ASST Spedali Civili di Brescia Dottor Massimo Lombardo.

 

“I medici salvano vite; i terapisti, gli psicomotricisti, gli psicologi, gli infermieri, gli educatori e i volontari fanno sì che valga la pena di viverle. Tale affermazione rende bene l’idea dell’assunto del progetto: attenzione all’altro, attenzione alla qualità della vita, nonostante la malattia e le difficoltà. Sono orgogliosa di far parte integrante del progetto; potermene occupare rappresenta per me un prezioso dono personale e professionale”, così la Dottoressa Moira Faustini, Direttore del Centro di Psicomotricità.

 

“La malattia se prolungata ci porta spesso a pensare di essere diversi dagli altri; il bambino ha meno stimoli perché si trova in uno stato di isolamento, la mamma può sentirsi angosciata perché deve affrontare l’accettazione di un bambino diverso dall’ideale, tutto il sistema famigliare subisce l’impatto della malattia, ed è in tale scenario che il progetto si colloca nel support

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