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Incredibile!

Professore no vax definisce il Covid una "Pandemenza": per Beccalossi andrebbe licenziato, ma non si può...

Una vicenda che scoperchia tutti i limiti del pubblico impiego.

Professore no vax definisce il Covid una "Pandemenza": per Beccalossi andrebbe licenziato, ma non si può...
Attualità Montichiari, 23 Novembre 2021 ore 15:36

Una «Pandemenza», questo il termine utilizzato da parte del professore no vax in una lettera indirizzata all'ufficio scolastico territoriale.

Recidivo

In qualità di supplente è attualmente in servizio alle secondarie di primo grado di Castenedolo dove insegna matematica e scienze. Non si tratterebbe tuttavia di un episodio isolato. Condotte di questo genere sono infatti state assunte dal docente anche a Botticino dove è stato in servizio fino al mese di ottobre. Protagonista di un simile episodio anche all'istituto superiore Tassara-Ghislandi di Breno.

"Una follia"

“Mi auguro che chi di dovere accerti fino in fondo le responsabilità di un insegnante che, ormai recidivo, non solo propone a dei minorenni le sue follie negazioniste sul Covid, ma addirittura li istigherebbe a delinquere invitandoli a non indossare la mascherina nel rispetto delle regole. Un comportamento già di per se inaccettabile, che diventa ancora più grave visto che avviene in una scuola”.

Lo dichiara Viviana Beccalossi, bresciana e presidente del Gruppo Misto in consiglio regionale, commentando la notizia del professore che avrebbe invitato i propri alunni a non indossare le mascherine, negando l’esistenza del Covid.

“Solo nella nostra provincia, -prosegue Viviana Beccalossi- sono morte più di 4500 persone e la scuola non avrebbe strumenti per fermare un insegnante che viene regolarmente spostato da un istituto all’altro perché parla di ‘intrugli vaccinali’ e ‘pandemenza’. Ed è incredibile che si tratti di un professore di scienze, tanto che verrebbe da chiedersi con che titoli abbia ottenuto questo incarico. Questa vicenda -conclude Viviana Beccalossi – mette a nudo ancora una volta tutti i limiti di un pubblico impiego che avrebbe bisogno di far lavorare al meglio le tantissime persone di qualità ma che, a differenza del privato, non ha gli strumenti per licenziare. Anzi, come successo giorni fa per gli operatori ecologici a Roma, viene premiato con incentivi economici chi si presenta al lavoro, visti i tassi di assenteismo fuori scala. Una follia”.

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