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Allarme siccità

Perché, nonostante la crisi idrica, alcune fontanelle rilasciano acqua? La risposta arriva da Acque Bresciane

Molte amministrazioni hanno emanato ordinanze che disciplinano l’uso dell’acqua per consumo umano e igienico sanitario, in alcuni casi su sollecitazione del gestore, altre in un un’ottica preventiva.

Perché, nonostante la crisi idrica, alcune fontanelle rilasciano acqua? La risposta arriva da Acque Bresciane
Attualità Brescia, 14 Luglio 2022 ore 16:48

Allerta siccità, decaloghi antispreco eppure la fontanella sotto casa continua a rilasciare acqua a getto continuo: qualche amministratore e alcuni cittadini si sono chiesti la ragione di questa apparente contraddizione.

Livelli necessari ma senza sprechi

Alcune fontanelle, quelle utilizzate dal gestore e dall’Ats per i campionamenti sulla qualità dell’acqua devono restare in funzione, come prevedono le linee guida regionali per il controllo sulle acque potabili. Negli 85 Comuni in cui Acque Bresciane gestisce l’acquedotto gli operatori sono intervenuti su quelle destinate al campionamento, a getto continuo, per diminuire la quantità d’acqua in uscita, assicurando i livelli necessari ma evitando sprechi. Non ci sono situazioni di carenza d’acqua tali da interrompere il servizio, ma questo non deve far diminuire l’attenzione nell’uso responsabile della riserva idrica. Molte amministrazioni hanno emanato ordinanze che disciplinano l’uso dell’acqua per consumo umano e igienico sanitario, in alcuni casi su sollecitazione del gestore, altre in un un’ottica preventiva.

“Le temperature elevate e l’assenza di precipitazioni, che non potrebbero comunque invertire la tendenza di un’annata con un inverno particolarmente arido, richiedono la massima collaborazione da parte di tutti”, spiega il direttore generale di Acque Bresciane Paolo Saurgnani - Registriamo ancora consumi notturni elevati, dovuti probabilmente all’irrigazione domestica, che in molti comuni è ancora consentita ma andrebbe drasticamente ridotta. Inoltre la vocazione turistica di molte zone del nostro territorio moltiplica i consumi nel fine settimana: da parte nostra lavoriamo 24 ore su 24 per monitorare i livelli di pozzi e sorgenti e intervenire dove necessario”.

Monitoraggio costante

Il gestore unico del servizio idrico integrato gestisce un territorio di 97 comuni, con i recenti ingressi di Cigole e Roncadelle, che si traducono in circa 4.200 km di rete idrica in 85 paesi. Vengono monitorati attraverso il telecontrollo 800 impianti idrici, fognari e di depurazione. Una rete che fornisce al settore dedicato, un centinaio di persone in tutto, 72.000 segnali al giorno, di cui circa 10mila generano un allarme che consente ai tecnici reperibili 24 ore su 24 di intervenire tempestivamente. Alberto Benini, responsabile dell’Area Scada, la tecnologia di telecontrollo, sottolinea:

“Rispetto all’emergenza idrica i parametri che verifichiamo sono la portata, la pressione in rete, i livelli della falda e dei serbatoi. Questi ultimi in alcuni casi devono essere integrati con l’intervento di autobotti, per lo più senza che i cittadini avvertissero alcun disservizio”.

Per evitare che l’assenza d’interruzioni crei una falsa percezione di normalità è importante parlare del tema ai cittadini attraverso i canali istituzionali, dai gestori ai Comuni e agli altri enti coinvolti. Acque Bresciane, oltre ad avere organizzato la prima Giornata provinciale a Torbole Casaglia l’11 giugno in cui si è parlato di risparmio idrico, tecnologie per ridurre i consumi e progetti di ricerca in corso, ha aderito e diffuso il decalogo firmato da Water Alliance, la rete dei gestori lombardi in-house, in collaborazione con Anci Lombardia e Confservizi Cispel Lombardia.

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