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Confagricoltura Brescia

Olivicoltura bresciana, settore in crisi

Previsioni tutte disattese, in alcune zone solo il venti per cento della grandissima fioritura primaverile è andata a frutto.

Olivicoltura bresciana, settore in crisi
Attualità Brescia, 13 Luglio 2022 ore 14:28

Il settore olivicolo bresciano è in allerta.

Prospettive non rosee

Dopo un’annata estremamente negativa come quella del 2021, quando gran parte degli olivicoltori di Garda e Sebino non ha neppure tirato fuori le reti per la raccolta, è questo il tempo per le prime previsioni della stagione. Che non sono così rosee come si ipotizzava. La fioritura della primavera aveva fatto ben sperare gli olivicoltori del Benaco e del lago d’Iseo, ma le previsioni sono state disattese.

Il punto della situazione

La siccità, che sta colpendo tutto il territorio bresciano, ha influito negativamente nella fase di allegagione (il passaggio dal fiore al frutto). Le temperature troppo alte hanno causato lo stress idrico delle piante, scatenando non solo la mancata allegagione, ma anche fenomeni di cascola (caduta precoce dei frutti dalla pianta) anche nelle aziende dotate di irrigazione goccia a goccia o che hanno effettuato l’irrigazione di soccorso. Nei giorni scorsi si è riunita la sezione Olivicoltura di Confagricoltura Brescia per fare il punto della situazione della stagione 2022.

“Non sarà sicuramente la campagna che avevamo previsto e che la fioritura ci aveva fatto sperare – dichiara la presidente della sezione Rita Rocca, titolare di un’azienda olivicola a Salò –. In tutta la provincia, a macchia di leopardo, ci sono casi in cui solo il venti per cento della grandissima fioritura primaverile è andata a frutto. La prosecuzione della siccità e delle alte temperature sta mettendo a dura prova la resistenza degli oliveti: per la mancanza d’acqua si assiste all’avvizzimento del frutto, fino alla caduta. In questo momento l’unico spiraglio è proseguire con le irrigazioni di soccorso, per favorire il corretto sviluppo del frutto e per aiutare le giovani piante a superare il periodo”.

La sezione è stata anche l’occasione per tracciare un primo report dal punto di vista fitosanitario, fattore che nella scorsa stagione ha penalizzato fortemente il settore. Gli ingenti investimenti sostenuti dagli olivicoltori, che nei mesi passati hanno installato le trappole per la cattura massiva degli insetti, stanno portando dei risultati mediamente positivi, soprattutto per il controllo dell’euzophera e della mosca. Si riscontra invece, in alcune zone, l’aumento della presenza di cimice asiatica.

 

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