capriano del colle

Metalli Capra, Cattaneo: "Non è una situazione di pericolo, ma l'attenzione è alta"

L'assessore Regionale ha visitato il sito sul Montenetto: il progetto per la messa in sicurezza del materiale radioattivo c'è, ma mancano ancora i fondi necessari.

Metalli Capra, Cattaneo: "Non è una situazione di pericolo, ma l'attenzione è alta"
Attualità Bassa, 16 Luglio 2021 ore 18:52

Al momento la messa in sicurezza della Metalli Capra, l'ex discarica radioattiva sul Montenetto contenente 80mila tonnellate di scorie contaminare al Cesio 137, è ancora lontana. Mancano ancora i fondi, 5 dei 6 milioni necessari per costruire il capping sul sito e isolare il materiale pericoloso, e nessuno si è ancora fatto avanti per aquistare i capannoni di Montirone e Castelmella, complici i fusti contenenti le scorie (da smaltire) ancora presenti in loco.  Ma l'attenzione sul sito è tutt'altro che spenta e qualche passo avanti, illustrato questo pomeriggio dall'assessore regionale all'Ambiente e al Clima, Raffaele Cattaneo, dal viceprefetto Stefano Simeone, alla presenza dei sindaci del territorio, di Arpa, della Curatela e del Consorzio dei vini, è stato fatto.

Metalli Capra: "Non è una situazione di pericolo"

"Questo è un sito a bassa radioattività, la situazione non è semplice ma non c'è una situazione di pericolo: questo territorio ha diritto a non sentirsi discriminato", ha commentato Cattaneo, illustrando le problematiche che investono il sito. A preoccupare maggiormente in questi anni è stata la continua produzione di percolato, che fino a pochi anni fa veniva portato al depuratore di Mortara e che ora, date le nuove leggi che hanno abbassato il livello di radioattività ammesso, nessuno vuole prendersi in carico (per non parlare dei costi spropositati per portarlo all'esterno per il trattamento): per risolvere il problema la Regione, in accordo con Arpa Lombardia, a maggio ha installato altri 4 silos per la raccolta, per un totale di 8. Una soluzione temporanea, che comunque a ora garantisce il contenimento dell'acqua contaminata.

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Un progetto senza i fondi

L'unica vera soluzione sarebbe il progetto di messa in sicurezza definitiva approvato un anno fa dalla Prefettura, l'isolamento idraulico del sito tramite un capping superficiale e una cinturazione laterale, ma mancano i fondi. Un milione in più potrebbe arrivare a breve, un residuo dei contributi non utilizzati per la messa in sicurezza di altri siti, e si aggiungerebbe al milione ottenuto dal Governo per il sito di Capriano (e ai due ottenuti per quelli di Montirone e Castelmella). Mancherebbe comunque una buona fetta del denaro necessario per procedere, ma c'è un piano b: procedere con altro progetto già approvato da Curatela, Arpa e Prefettura, una messa in sicurezza temporanea che costerebbe meno (circa 4 milioni) e durerebbe dai 4 ai 5 anni, ma che permetterebbe di "guadagnare tempo" in attesa di reperire il necessario con la vendita dei capannoni della Metalli Capra.

La Curatela e la vendita dei capannoni

Operazione per la quale, proprio oggi, è arrivato il secondo "niente da fare". La prima gara a febbraio, con una base d'asta di più di 24 milioni, era andata deserta, così come la seconda. "Ora si slitta a ottobre, con la terza gara al ribasso - ha commentato la Curatela fallimentare - Il problema è che gli acquirenti sono condizionati dalla presenza di alcuni fusti pieni di scorie contaminate  stoccati in sicurezza nei capannoni. Ora stiamo facendo le analisi necessarie per capire il livello di radioattività, che comunque è molto bassa"

Le rassicurazioni di Arpa

Presenti in loco anche i rappresentanti di Arpa Lombardia, che hanno assicurato come il monitoraggio della situazione nell'ex discarica sia continuo e puntuale, e soprattutto non abbia evidenziato una situazione critica. "L'ultimo monitoraggio è stato fatto a giugno di quest'anno, non c'è situazione di peggioramento: il 31 marzo ho disposto misure ambientali di dosi di raggi gamma per verificare che da questi silos non uscisse nessuno tipo di redazione che contaminazzse il territorio e assicuro che la dose misurata è equivalente al fondo ambientale - ha spiegato Fabio Cambielli - In paese si può stare sicuri, il Cesio in falda ha concentrazioni, basse al di sotto dei limiti e noi continueremo  a monitorare".

Certo, la situazione non rappresenta un rischio imminente per il territorio ed è sotto controllo, ma comunque da Regione l'intenzione è continuare a battere il ferro finché è caldo. "Avevo già scritto al Ministero a riguardo, dopo questo incontro e alla luce delle novità scrivero di nuovo per sollecitare all'erogazione di fondi per la messa in sicurezza", ha concluso Cattaneo.

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