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Depuratore del Garda, il sindaco chiede le dimissioni dei presidenti di Ato e Acque Bresciane

Il primo cittadino Marco Togni lo fa appoggiato dai gruppi di maggioranza attraverso una mozione che verrà presentata nella seduta del Consiglio comunale di mercoledì 29 settembre.

Depuratore del Garda, il sindaco chiede le dimissioni dei presidenti di Ato e Acque Bresciane
Attualità Montichiari, 25 Settembre 2021 ore 11:50

Una mozione con la quale chiedere le dimissioni dei presidenti di Ato e Acque Bresciane e la revoca delle loro nomine verrà presentata dal sindaco di Montichiari Marco Togni e dai gruppi di maggioranza nella seduta del Consiglio comunale di mercoledì 29 settembre alle 20 (trasmessa in streaming causa Covid)

Per ribadire ancora una volta il "no" al maxi depuratore

Si tratta di un'ulteriore azione volta a manifestare la propria contrarietà al progetto del depuratore del Garda nel quale viene individuato il fiume Chiese come corpo ricettore e la collocazione degli impianti nei comuni di Gavardo e Montichiari.

Quali richieste contiene la mozione?

Il primo cittadino insieme ai consiglieri comunali di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e La nostra Motichiari chiedono nello specifico di , come si legge nel testo della mozione «condannare l'operato di Acque Bresciane e di Ato; esprimere sfiducia al presidente di Ato e al presidente di Acque Bresciane per aver indotto scelte politiche nelle definizioni tecniche di scenari di localizzazione dei depuratori del Garda sulla sponda bresciana che hanno comportato come unica scelta del corpo recettore finale il fiume Chiese e che hanno vincolato la scelta del Commissario nominato che ha deciso di scegliere tra gli unici due progetti elaborati; di non esprimere fiducia in merito alle procedure adottate relative alla convocazione della Conferenza dei Servizi», ed in particolare «le dimissioni dei due presidenti e, qualora queste non vengano date, chiede al Presidente della Provincia di Brescia a cui spetta la nomina politica, la revoca degli stessi entro trenta giorni e la nomina di due nuovi presidenti che siano effettivamente garanti di tutto il territorio bresciano anche alla luce della cosiddetta Mozione Sarnico».

 

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