l'iniziativa

“L’infinito che cura”: 21 opere fotografiche di Tiziana Arici nel patrimonio di Fondazione Poliambulanza

Saranno collocate in alcuni spazi di rappresentanza dell'ospedale così da accompagnare  pazienti, familiari, visitatori, operatori e dipendenti

“L’infinito che cura”: 21 opere fotografiche di Tiziana Arici nel patrimonio di Fondazione Poliambulanza

“L’infinito che cura”: 21 opere fotografiche di Tiziana Arici nel patrimonio di Fondazione Poliambulanza.

21 opere per “L’infinito che cura”

Il progetto prevede 21 opere fotografiche di Tiziana Arici entrare stabilmente a far parte del patrimonio di Fondazione Poliambulanza. Saranno collocate in alcuni spazi di rappresentanza dell’ospedale così da accompagnare  pazienti, familiari, visitatori, operatori e dipendenti.

La natura al centro

Il tutto dal rapporto già avviato tra la fotografa bresciana e l’istituto ospedaliero che si è rafforzato dall’ installazione permanente Margherita nell’Area B – Ambulatoriale. La raccolta, donata dall’artista dopo un’esperienza vissuta anche come paziente, rappresenta un primo incontro tra il suo sguardo fotografico e gli ambienti dell’ospedale. L’infinito che cura raccoglie e sviluppa quella continuità, trasformandola in un intervento pensato per abitare gli spazi senza imporsi.

Il cuore del progetto è la natura. Alberi, radici, foglie, rami e stagioni diventano immagini del tempo, della trasformazione e della permanenza. Nelle fotografie di Tiziana il ciclo naturale richiama la crescita, l’attesa, la fragilità, il distacco e la continuità della vita. Le radici, in particolare, non sono soltanto un motivo visivo, ma una traccia simbolica: rimandano a ciò che sostiene, custodisce e permette di attraversare anche i passaggi più difficili.

“La natura non consola in modo semplice ma ci ricorda che ogni cosa ha un tempo, che la vita cresce, cambia, si trasforma e talvolta si lascia andare. Negli alberi, nelle radici, nelle foglie e nelle stagioni ho cercato una misura dello sguardo, una forma di ascolto. Portare queste immagini in Poliambulanza significa lasciarle accanto alle persone, nei luoghi in cui fragilità, attesa e cura sono esperienze quotidiane.” afferma Tiziana Arici.

 

“In questo modo proseguiamo una strada che appartiene alla storia di Poliambulanza ovvero rendere l’ospedale un luogo capace di accogliere e accompagnare le persone anche attraverso la qualità dei suoi spazi. L’arte non sostituisce la cura clinica, ma può contribuire a renderla più umana, più vicina, più attenta alla dimensione integrale della persona.”, dichiara il prof. Mario Taccolini, Presidente di Fondazione Poliambulanza.

L’artista

Tiziana Arici, nata a Brescia, apre il suo primo studio nel 1984 e avvia collaborazioni con aziende, agenzie pubblicitarie e case editrici. Nel corso della sua attività si misura con diversi ambiti della fotografia, dall’architettura all’interior, dallo still life ai reportage dedicati a musei, biblioteche e patrimoni culturali. I suoi servizi fotografici sono stati pubblicati su riviste, libri di cultura, architettura e cataloghi di mostre. Da sempre attenta alle tematiche sociali, in particolare alla vita delle donne e alle persone con fragilità, collabora con numerose associazioni no profit. È docente di fotografia all’Accademia Santa Giulia di Brescia e conduce laboratori di fotografia e di educazione allo sguardo per bambini e ragazzi.