Frammenti di storia

L’incisione di Frans Huys, dalla Morcelli Repossi al Castello del Buonconsiglio

Il prestito all’esposizione di Trento, allestita in concomitanza con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

L’incisione di Frans Huys, dalla Morcelli Repossi al Castello del Buonconsiglio

L’incisione di Frans Huys, dalla Morcelli Repossi al Castello del Buonconsiglio.

Al Castello del Buonconsiglio l’incisione di Frans Huys

Un prezioso frammento di storia dell’arte lascia temporaneamente le sale della Fondazione Morcelli Repossi per approdare al Castello del Buonconsiglio di Trento .

In occasione della mostra «L’inverno nell’arte. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana», allestita in concomitanza con i Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, la Fondazione ha concesso in prestito un’opera straordinaria del proprio Fondo Calcografico.

Si tratta dell’incisione «Pattinatori davanti alla porta di San Giorgio ad Anversa» (1558-1562), di Frans Huys da un disegno di Pieter Bruegel il Vecchio, realizzato con la tecnica del bulino. Un capolavoro che ha attraversato i secoli e che raffigura una visione dell’inverno ormai lontana nel tempo e tuttavia ancora viva nell’immaginario collettivo.

«La collezione della Fondazione è in viaggio – ha annunciato l’istituzione culturale con orgoglio – Abbiamo avuto il piacere di concedere in prestito un’opera del nostro Fondo per un progetto espositivo di grande prestigio, organizzato dal Castello del Buonconsiglio».

Realizzata dall’incisore Frans Huys (su disegno di Pieter Bruegel il Vecchio: forse il più grande artista nei Paesi Bassi del XVI secolo), la stampa  documenta scene di vita ordinaria, sempre con il suo tocco grottesco e umoristico. Rappresentando, filo rosso dell’esposizione trentina, la stagione del freddo.

L’opera è un’istante di una scena quotidiana

In inverno, i corsi d’acqua, che si trasformavano in lastre di ghiaccio, diventavano anche luoghi di ritrovo, spazi pubblici improvvisati dove la comunità si radunava. Addirittura nell’incisione, tra i pattinatori, confronta un personaggio che pratica il «kolf», un gioco che ha dato origine al nostro hockey. Bisognava colpire una palla con una mazza (appunto «kolf») e raggiungere il bersaglio come un palo o un albero. E soprattutto farlo con meno colpi possibili usando gli ostacoli naturali del terreno, ghiaccio compreso.

«L’opera racconta l’inverno come spazio di gioco e incontro dove la neve e il ghiaccio diventano teatro di svago e socialità – hanno sottolineato i responsabili dell’istituzione culturale clarense – Una testimonianza preziosa di come, già nel XVI secolo, il freddo e il gelo non fossero vissuti solo come avversità ma anche come occasione di aggregazione e divertimento».

Visitabile fino al 15 marzo

La mostra, curata da  Dario De Cristofaro, Mirco Longhi e Roberto Pancheri , è visitabile fino al 15 marzo, è un’occasione per ammirare capolavori che raccontano la stagione fredda attraverso gli occhi degli artisti di diverse epoche (fra questi si trovano pure Ceruti e Jacopo da Bassano) e rappresentano l’inverno nelle innumerevoli sfaccettature.

Il prestito dell’incisione insomma rappresenta un gesto di apertura e collaborazione tra istituzioni culturali, che arricchisce il panorama espositivo legato alle Olimpiadi invernali e in particolare conferma, ancora una volta di più, il valore del patrimonio artistico culturale custodito dalla Fondazione.