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nuovo ricorso

Legambiente si appella al Consiglio di Stato sulle ex piscine di Paratico

Gli ambientalisti con un nuovo ricorso chiedono venga eseguita la vecchia ordinanza di demolizione delle due strutture commerciali.

Legambiente si appella al Consiglio di Stato sulle ex piscine di Paratico
Attualità Sebino e Franciacorta, 17 Novembre 2022 ore 14:59

Legambiente non molla e presenta un nuovo ricorso al Consiglio di Stato sull’area delle ex piscine di Paratico, dove oggi sorgono due medie strutture di vendita. Una vicenda giudiziaria a colpi di ricorsi, ordinanze e sentenze che va avanti dal 2016.

Legambiente si appella al Consiglio di Stato sulle ex piscine di Paratico

Gli ambientalisti del circolo Basso Sebino, presieduto da Dario Balotta, si sono appellati al Consiglio di Stato chiedendo che annulli o riformi la sentenza dell’1 settembre con la quale il Tar di Brescia ha rigettato i ricorsi promossi da Edelweiss e Legambiente contro il Comune di Paratico "per l’annullamento della variante urbanistica, dell’autorizzazione paesaggistica e del permesso di costruire convenzionato con i quali il Comune ha consentito a One Italy di ultimare le opere realizzate in virtù di titoli annullati dalla VI Sezione del Consiglio di Stato".

Il Comune, da parte sua, ha dato incarico a un legale per resistere in giudizio.

"Per salvare il lago d’Iseo, la sua bellezza e la sua vivibilità e il suo ecosistema c’è bisogno che i Comuni rivedano il modo di programmare l’utilizzo del territorio - ha spiegato Balotta - Bisogna mettere un freno a una urbanistica caotica e alle sempre più invasive aree commerciali che sconvolgono il paesaggio e l'ecosistema. Per questo la vecchia ordinanza del sindaco di Paratico di abbattimento dei due supermercati costruiti in riva al lago va eseguita. E' questa in sintesi la richiesta contenuta nel nostro ricorso in appello al Consiglio di Stato. Tutti devono rispettate le normative regionali, come la rete ecologica regionale (Rer) che tutelano le rive del lago e quel poco di verde e di biodiversità che è rimasto".

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