Lago di Garda e nuove generazioni al centro di un’intervista a tutto tondo a Mariastella Gelmini in qualità di Presidente della Comunità del Garda e di senatrice di «Noi Moderati».
Il punto sul lago di Garda
Lago di Garda e mobilità: quali sono le azioni in corso/in programma?
«La mobilità è certamente una delle sfide più importanti per il futuro del Garda. La straordinaria attrattività del nostro territorio, che rappresenta una delle principali destinazioni turistiche italiane ed europee, deve necessariamente essere accompagnata da un sistema di collegamenti più moderno, efficiente e sostenibile. Come Comunità del Garda stiamo lavorando perché si superi definitivamente una gestione frammentata del problema. Il Garda è un unico sistema territoriale e come tale deve essere affrontato anche il tema della mobilità. In questa direzione va l’accordo che abbiamo fortemente voluto tra le Province di Brescia e Verona e la Provincia autonoma di Trento: un passaggio politico importante, perché mette attorno allo stesso tavolo territori diversi con l’obiettivo di costruire strategie e interventi condivisi. Occorre agire su più fronti: migliorare la viabilità e i collegamenti, rafforzare il trasporto pubblico locale, utilizzare maggiormente e meglio la mobilità via acqua e favorire una vera intermodalità, anche attraverso nuove tecnologie per la gestione dei flussi. Non esiste una soluzione unica né immediata. Serve una programmazione seria, capace di guardare oltre l’emergenza della singola stagione turistica. La sfida è rendere il Garda sempre più accessibile senza comprometterne la qualità ambientale e la vivibilità. È una questione che riguarda i turisti, certamente, ma prima ancora le comunità che sul lago vivono e lavorano ogni giorno».
Il 30 luglio scorso è stato presentato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) per il nuovo sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Garda. Cosa risponde ai comitati ambientalisti che si sono detti determinati a proseguire la mobilitazione?
«Il confronto con i comitati e con le associazioni ambientaliste è legittimo e va rispettato. Su un’opera di questa importanza è giusto che ci siano attenzione, partecipazione e anche posizioni differenti. Ma credo sia altrettanto importante distinguere il tempo del confronto dal tempo delle decisioni. La presentazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica rappresenta un passaggio concreto in un percorso che il territorio attende da molti anni. Il sistema attuale di raccolta e depurazione presenta criticità note e intervenire significa prima di tutto tutelare il lago, che è un patrimonio ambientale straordinario, ma anche la principale risorsa economica e turistica del nostro territorio. Per questo il fattore tempo è decisivo. Ogni ulteriore rallentamento deve essere valutato con grande responsabilità: non possiamo permetterci che una questione così strategica rimanga indefinitamente sospesa. Naturalmente tutte le osservazioni tecniche e ambientali devono essere ascoltate e approfondite nelle sedi competenti, ma l’obiettivo deve rimanere quello di arrivare a una soluzione sicura, sostenibile e realizzabile in tempi certi. Come Comunità del Garda continueremo a favorire il dialogo tra istituzioni e territorio, ma con una convinzione molto chiara: proteggere il Garda significa anche avere il coraggio e la responsabilità di decidere. E oggi abbiamo il dovere di consegnare alle prossime generazioni un sistema di depurazione all’altezza del valore e della fragilità del nostro lago».
Leggi l’intervista completa nel numero di GardaWeek in edicola fino a giovedì 17 settembre 2026