Un singolare ritrovamento in un fosso del paese tra le erbacce, rivela la storia di una giovane cigolese: una vecchia lapide con una foto postata sui social fa scattare le ricerche e scoprire un piccolo spaccato della storia del paese.
Un puzzle che si costruisce pezzo per pezzo e che si anima di figure, nomi e cognomi, mestieri e compiti che emergono dai registri e prendono vita, raccontando una quotidianità che ora non c’è più ma che fa parte delle radici della comunità.
Tutto è partito lo scorso 18 agosto, quando nel fosso che corre sul lato opposto della strada rispetto al cimitero comunale di Cigole e alla chiesetta di San Pietro, qualcuno ha notato una lastra di pietra tra l’erba. La fotografia, pubblicata sulla pagina Facebook «Sei di Cigole se…», è bastata a rimettere in circolo una memoria che stava da anni a bordo strada.
Nei commenti è intervenuto il sindaco Marco Scartapacchio, che ha collegato il ritrovamento allo smantellamento del vecchio cimitero, quello che sorgeva nel giardino della chiesetta di San Pietro, con l’impegno a recuperare la lapide appena possibile e a trovarle una collocazione più adatta.
Il recupero è avvenuto in pochi giorni. «La pietra si trova ora, in via provvisoria, nel giardino di San Pietro – hanno spiegato dal municipio – Insieme al recupero materiale è partita anche una ricerca negli archivi storici comunali, per capire di chi fosse quel nome. Il nome è quello di Catterina Lanceni, morta a Cigole il 18 gennaio 1870 a sessantasei anni. L’atto di morte, registrato il giorno successivo, restituisce con la precisione asciutta dei registri ottocenteschi qualche dato sulla sua vita: nubile, di professione filatrice, domiciliata e residente a Cigole, morta in contrada Borgo, vicolo Turini, al numero 25. Era figlia di Giovanni Lanceni e Maria Bulgari, entrambi già defunti. A dichiarare il decesso davanti al sindaco e ufficiale dello stato civile Vincenzo Gambara furono due cigolesi: Pietro Gottani, indicato dapprima come campanaro e poi corretto in calce in sagrista, e Santo Piovani, campanaro. Come testimoni firmarono il segretario comunale Felice Bonazza e il maestro elementare Giovanni Battista Cavelarzi».
Sulla lapide ritrovata si trova anche una breve epigrafe : «Alla cara indelebile ricordanza di Catterina Lanceni morta a 66 anni il 18 gennaio 1870 celibe. La nipote ch’ebbesi lei cura di madre ed esempio di soda e verace virtù riconoscente».
Poche parole che hanno permesso di ricostruire un pezzo di vita di Caterina e della comunità. Ma le ricerche continuano per cercare di capire di più degli eredi della defunta.
«Tanto basta a ricostruire un legame familiare e, intorno a quello, un pezzo della Cigole del secondo Ottocento: le contrade, i mestieri femminili della filatura, il cimitero accanto alla chiesa, i nomi di chi teneva in piedi la vita civile del paese, dal campanaro al maestro elementare – hanno spiegato dal Municipio – Il Comune ringrazia chi ha segnalato il ritrovamento e comunica che nelle prossime settimane sarà valutata una collocazione stabile, che permetta di conservare la lapide e di raccontarla. Resta un dato mancante: il nome della nipote, che non compare né sulla pietra né nell’atto di morte. Forse i registri parrocchiali potranno restituirlo».
Tuffo nel passato
La vecchia lapide ritrovata in un fosso svela uno spaccato della Cigole che fu
Sulla pietra è inciso il nome di Catterina Lanceni, morta a 66 anni il 18 gennaio 1870, celibe. Ora è nel giardino di San Pietro