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Covid ed endemia

La sottovariante di Omicron fa impennare i casi Covid: nel Bresciano 1.600 casi, un anno fa erano 12

I contagi da BA.5 si manifestano molte volte come un banale raffreddore ed è scarsa la pressione sugli ospedali.

La sottovariante di Omicron fa impennare i casi Covid: nel Bresciano 1.600 casi, un anno fa erano 12
Attualità Brescia, 08 Luglio 2022 ore 15:06

Guardando i numeri dovremmo preoccuparci. E parecchio. Perché sono impressionanti. Se prendiamo come esempio mercoledì 6 luglio 2022 a Brescia e provincia si sono registrati 1.691 casi Covid, mentre esattamente un anno fa, il 6 luglio 2021, erano stati solo 12 e l'anno prima ancora (6 luglio 2020) appena 10. Stesso discorso se mettiamo a confronto i dati a livello regionale (mercoledì 6 luglio 2022 c’erano 13.681 casi e un anno fa 129) e nazionale (107.786 contro 907). Fa specie anche il numero degli attuali positivi, più di un milione in Italia rispetto ai 40mila di un anno fa.

Insomma, non vale più la regola che il virus «muore d'estate». La colpa è della nuova sottovariante di Omicron, chiamata BA.5, che è molto più contagiosa delle altre, ma porta in dote sintomi più lievi. I contagi da Omicron BA.5, infatti, si manifestano molte volte come un banale raffreddore. Più raramente si segnalano perdita di gusto e di olfatto, tipiche delle prime varianti del virus. E, infatti, nonostante numeri che potrebbero sembrare «catastrofici» non c'è pressione sugli ospedali, con i ricoverati che sono naturalmente superiori rispetto a un anno e a due anni fa, quando i contagi si potevano contare quasi sulle dita delle mani. Anche se, onestamente, l’impennata degli ultimi giorni desta una certa preoccupazione, soprattutto perché sono in aumento i bambini ricoverati.

Naso che cola e un po' di febbre

«I sintomi delle infezioni causate dalla variante Omicron BA.5 sembrano essere più lievi - conferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano - I primi dati indicano che questa sottovariante tende a replicarsi nelle prime via aeree. I sintomi sembrano quindi essere molto simili a quelli di un raffreddore», Quindi, naso che cola e, magari, qualche giorno di febbre. Così come le varianti Omicron, quindi, anche quest’ultima è caratterizzata da una serie di mutazioni che rendono il virus meno infettivo nei polmoni. «Ma questo non vuol dire che non possa causare forme più gravi, ma sembra essere meno probabile».

Costa: «Fase endemica»

«Sul tavolo del Governo non c'è alcuna misura restrittiva all'esame: oggi i dati ci dicono che siamo in una fase positiva e gestibile. Valuteremo gli scenari delle prossime settimane. Ma è sbagliato dire che sarà autunno catastrofico, gli italiani hanno bisogno di messaggi positivi e rassicuranti. Il Governo è pronto a gestire qualsiasi scenario». Lo ha detto in diretta tv il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «L'obiettivo è quello di convivere con il virus e questo significa, a mio avviso, prendere in considerazione l'ipotesi che chi è positivo asintomatico possa evitare l'isolamento e la quarantena - ha aggiunto Costa - Prima o poi dovremmo porci il problema o blocchiamo il Paese. Convivenza è prendere atto che siamo di fronte a una fase endemica, c'è l'innalzamento dei contagi che fortunatamente non sta producendo pressione sugli ospedali, i numeri sono ampiamente sotto controllo. Dobbiamo veicolare prudenza ma non allarmismo e paura. Dopo due anni e mezzo di regole e restrizioni, dopo che gli italiani le hanno seguite e hanno aderito alla campagna di vaccinazione, è' giusto tornare alla normalità, che significa convivere con la pandemia nella consapevolezza che c'è un approccio diverso e maggiore responsabilità. E' normale, alla presenza di una variante nuova molto contagiosa, assistere ad un innalzamento dei contagi che potrebbe essere l'indice di una fase endemica. In altri Paesi dove questa ondata è arrivata prima siamo già in una fase calante».

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