IMPRESA

La sfida estrema di Max, triplo iron-man offlaghese «allergico» ai limiti

Massimiliano Prestini ha portato il nome di Cignano fino al cuore dell’Austria, affrontando il campionato mondiale di Triplo Ironman a Bad Radkersburg, una delle prove di resistenza più dure e selettive al mondo

La sfida estrema di Max, triplo iron-man offlaghese «allergico» ai limiti

La sfida estrema di Max Prestini, triplo iron-man offlaghese «allergico» ai limiti.

La sfida estrema di Max

Massimiliano Prestini ha portato il nome di Cignano fino al cuore dell’Austria, affrontando nei giorni scorsi il campionato mondiale di Triplo Ironman a Bad Radkersburg, una delle prove di resistenza più dure e selettive al mondo.
Tre giorni in cui ogni atleta misura non solo la propria forza fisica, ma soprattutto la capacità di resistere, di non cedere, di continuare a spingere quando il corpo chiede tregua.
Massimiliano alla soglia del mezzo secolo d’età ci è riuscito con determinazione e lucidità, conquistando un risultato di grande valore, reso ancora più significativo dalla sua età e dal percorso di preparazione affrontato.

L’impresa e la festa

Una prestazione che ha acceso l’orgoglio di familiari, amici e di tutta la comunità sportiva che lo ha seguito passo dopo passo, trasformando la sua impresa in un momento di festa e di autentica soddisfazione collettiva.

«È stata un’esperienza fantastica perché ho gareggiato insieme agli atleti più forti al mondo in questa disciplina – ricordato Massimiliano – Le distanze erano il triplo di quelle di un ironman, ossia, 11,4 km di nuoto svolti in una piscina con vasca da 50 metri, 540 km di bici e 126,5 km di corsa. Ho chiuso la gara in 49 ore e 30 classificandomi 15esimo su 41 partenti. La gara è iniziata alle 18 di venerdì. Il nuoto è andato via liscio ed in poco più di 4 ore ero già fuori dall’ acqua. In bici sono andato addirittura meglio del previsto terminando la frazione a circa 27 km orari di media. Dopo il cambio bici-corsa ho corso subito i primi 30 km, ho effettuato l’unica pausa per dormire (1 ora e mezza in tutta la gara) e poi sono ripartito per completare i 96,5 km rimanenti. Come al solito con me c’erano mia moglie e mia figlia che mi aiutavano nella gestione dell’alimentazione e aggiornavano gli amici che mi seguivano da casa giorno e notte».