Coronavirus

Immunità di comunità: "La Lombardia sarà la prima Regione a raggiungerla"

Due le strategie messe in atto sul breve e lungo periodo: sequenziare i tamponi per controllare le varianti e incentivare la ricerca per studiare il virus.

Immunità di comunità: "La Lombardia sarà la prima Regione a raggiungerla"
Attualità Brescia, 19 Giugno 2021 ore 10:22

"La Lombardia sarà la prima Regione che raggiungerà l'immunità di comunità". Le parole della vicepresidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare Letizia Moratti durante la conferenza stampa di ieri alla presenza del governatore Attilio Fontana, dell'assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni e al responsabile della campagna vaccinale Guido Bertolaso.

"Sequenziamo i temponi per controllare le varianti"

La campagna in Lombardia sta procedendo al ritmo di 100.000 somministrazioni al giorno. Tempistiche che fanno ben sperare la Regione, che nel frattempo sta attuando alcune strategie nel medio-breve e lungo periodo.

"Siamo la prima Regione a sequenziare tutti i tamponi positivi  - ha sottolineato la vicepresidente Moratti - Ad oggi abbiamo 15 laboratori attivi, altri 3 autorizzati, 12 in fase di autorizzazione. Sequenziamo il 25% dei tamponi, a regime raggiungeremo il 100% con importanti risultati anche per le varianti. Ho visitato un laboratorio di biologia molecolare Calcinate/BG che dispone di una macchina in grado di sequenziare fino a 2.500 tamponi al giorno. Strutture come questa ci permetteranno di tenere sotto controllo le varianti. Voglio ribadire qui che tutti i vaccini danno buona copertura rispetto alle varianti e che, come raccomanda il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), le vaccinazioni sono e restano l'arma definitiva contro il Covid e le sue varianti"

Il Lombardia, attulamente, la variante inglese è stata riscontrata nel 68% dei casi, 1,7% quella indiana, 1,1% quella brasiliana e lo 0,3% quella sudafricana.

I richiami in autunno, scuola e vacanze

"Ci stiamo preparando nel caso fossero necessari richiami in autunno-inverno, a individuare un nuovo modello organizzativo che non sarà più basato sui centri massivi (allestiti nei Centri fiere e Sale congressi) ma su piccoli centri, sui Medici di Medicina Generale, aziende e farmacie - ha proseguito - Dopo essere stati la prima regione ad aver presentato un nostro modello organizzativo precedendo anche il governo nazionale siamo in attesa di sapere dal Governo se e quando procedere con i richiami vaccinali. Nel frattempo, gli scienziati dovranno dirci a quale periodo corrisponde la durata della copertura della vaccinazione somministrata".

La vicepresidente ha inoltre confermato i positivi risultati ottenuti con la sperimentazione dei tamponi salivari eseguiti in alcune scuole lombarde.

"Pensiamo di estenderla in occasione della ripartenza anno scolastico - ha spiegato  - Sono test ben accolti dagli studenti, anche i più giovani, in quanto meno invasivi rispetto ai test molecolari. Abbiamo anche elaborato un 'piano-famiglia' per permettere ai giovani di avere la prima dose di vaccino anteriormente alla partenza per le vacanze e la seconda al rientro, per garantire 'vacanze sicure' e un rientro a scuola con vaccinazione completata".

Si punta sulla studio e sulla ricerca

La strategia sul medio e lungo periodo punta invece sullo studio e sulla ricerca. L'assessore Moratti ha ribadito "l'impegno di Regione Lombardia è lavorare per creare un Centro di Malattie infettive che individui meccanismi di diffusione della malattia, i nuovi virus e le loro varianti, elabori dati epidemiologici che possano esser messi a disposizione della comunità scientifica e che traduca per una maggiore e migliore tutela dei pazienti i risultati della ricerca condotta su analisi e terapie".

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