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Il Metodo Bonori per il Parkinson

Il dottor Giovanni Galli, neurologo: “Nei miei pazienti affetti da Parkinson ho notato un netto miglioramento motorio”

Il Metodo Bonori per il Parkinson
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Il Metodo Bonori è un trattamento effettuato con le onde d'urto radiali a bassa intensità, che non provoca dolore ai pazienti, su tutto il corpo andando a stimolare anche punti e meridiani della medicina tradizionale cinese. Questo trattamento, che non si pone in alternativa alle terapie farmacologiche, continua ad ottenere risultati molto interessanti su patologie come la sclerosi multipla, Parkinson, artrite reumatoide, fibromialgia, Alzheimer e altre ancora.

Il dottor Galli: “Ho subito notato netti miglioramenti”

A confermarlo è anche il dottor Giovanni Galli, neurologo attivo nel poliambulatorio Santa Giulia di Paitone: “Seguo diversi pazienti con il Parkinson, che metto in trattamento farmacologico - ha affermato - da inizio 2023 ho cominciato ad inviare casi al dottor Bonori, senza modificare la mia terapia, e ho notato subito netti miglioramenti”. Il dottor Galli si riferisce in particolare a soggetti che presentano rigidità e rallentamenti motori, come la tipica marcia a piccoli passi: “Con il metodo Bonori vedo persone che fanno passi più lunghi, che sollevano i piedi e non li trascinano, che mantengono una posizione più eretta e non curva in avanti. Specifico che non si tratta di uno studio scientifico ma di osservazioni che andranno valutate e approfondite con studi metodologici e scientifici. Ma l’osservazione è senza dubbio il primo passo”.

 

 

Il Metodo Bonori si occupa dell'intero organismo

Molte malattie sono il risultato di uno stress cronico. Ciò è stato dimostrato da numerosi studi scientifici della psico-neuro-endocrino-connettivo-immunologia che è la scienza che indaga i rapporti fra la psiche, il sistema nervoso, il sistema endocrino, il sistema immunitario e connettivo (mio-fasciale). Nel caso di uno stress cronico, il sistema neurovegetativo inonda il corpo di ormoni e nella fattispecie il cortisolo e l’adrenalina. Così il sistema ortosimpatico (che è quello che ci fa lottare, fuggire, rimanere vigili) prende il sopravvento sul parasimpatico (che è quello che ci fa recuperare le forze, riposare). I muscoli restano sempre più contratti: tensione emotiva, maggiore propensione all'infiammazione, compromissione delle difese immunitarie e quindi maggiori possibilità di ammalarsi. Il Metodo Bonori va a lavorare soprattutto sul sistema energetico, della circolazione dei fluidi e miofasciale. Quest'ultima è la testimonianza più evidente e fisica dell'effetto dello stress sull’organismo.

Il Metodo Bonori e il sistema miofasciale connettivale

Questo sistema è formato dal tessuto muscolare, dalla fascia e dal tessuto connettivo che avvolge tutto l'organismo (muscoli, organi, ossa, meningi, vasi e nervi): tutto è connesso. La funzione del sistema miofasciale è quella di sostenere l’organismo, permettendogli di adattarsi agli stimoli meccanici ambientali, tenuto conto che il tessuto connettivo è l'ambiente extracellulare in cui le cellule vivono, da cui traggono nutrienti e in cui rivestono gli scarti, oltre a essere il campo d'azione del sistema immunitario e dell'infiammazione. Per suddetti motivi questo sistema permette di combinare gli aspetti meccanici a quelli chimico-biologici dell'organismo: non a caso negli ultimi anni è nata la meccano-biologia, branca che studia come le cellule trasducano stimoli meccanici (onde d'urto nel caso del Metodo Bonori) recepiti dalla membrana cellulare in cascate biochimiche culminanti nel rilascio di ormoni, neurotrasmettitori e citochine.

Quando la reazione di stress diventa deleteria

Nel cronico la reazione di stress diventa deleteria. La rete miofasciale è in grado di veicolare e registrare una grande quantità di informazioni, queste informazioni possono viaggiare nei due sensi dall'alto verso il basso e viceversa. Da un lato il sistema nervoso può fare entrare in tensione il sistema miofasciale in risposta ad uno stress (producendo così più sostanze pro infiammatorie come le MMP e catecolamine), ma dall'altro il rilascio miofasciale che che avviene durante il Metodo Bonori invia informazioni al sistema nervoso del tipo “il pericolo è passato, ti puoi rilassare”. Di conseguenza il sistema nervoso, endocrino e immunitario possono passare dalla modalità di emergenza in risposta allo stress (attività simpatica), ad una modalità di rigenerazione del corpo (attività parasimpatica).

Per bilanciare lo stress cronico

Attraverso la stimolazione con le onde d'urto dell'intero sistema mio-fasciale-connettivo e determinati punti di agopuntura, con un definito protocollo di lavoro si è in grado di bilanciare lo stress cronico, che ha portato a più infiammazioni, tensioni e minor capacità di far fronte a malattie. Il Metodo Bonori ha come obiettivo di riequilibrare i vari sistemi miofasciale, nervoso, endocrino, immunitario ed energetico permettendo così al corpo di migliorare la sua condizione di salute entro i limiti possibili di quell’individuo.
Per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento visitare il sito www.fisioterapiabonori.it, oppure chiamare il Dottor Matteo Bonori al 338.4166791.

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