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Il "Caffè Portico" abbassa la serranda: "Troppe spese e la gente è cambiata"

"Il bar ti dà tanto ma ti porta via di più.".

Il "Caffè Portico" abbassa la serranda: "Troppe spese e la gente è cambiata"
Attualità Bassa, 21 Maggio 2022 ore 10:16

Le spese sono troppe e i clienti non sono più gli stessi, così Terry Morandi ha deciso di abbassare la serranda del «Caffè Portico»: «Il bar ti dà tanto ma porta via di più».

Terry abbassa la serranda del "Portico"

Ha 47 anni, l’attività aperta da 16 e parecchia esperienza nei locali della provincia sulle spalle, purtroppo nei giorni scorsi ha deciso di dire «basta», mettere un punto, voltare pagina e cambiare carriera. Un peccato secondo molti orceani che varcavano la soglia dell’attività, familiare, accogliente e dove ci si trovava a casa ma come tutte le belle storie è dovuta finire.
Sono stati 16 anni molto intensi, dove Terry Morandi ha saputo farsi conoscere: un’attività dove ci si ritrovava per stare insieme. Karaoke, una delle prime commercianti a togliere le slot, mettendosi in prima linea per combattere la ludopatia dopo aver ascoltato lo straziante racconto di un suo cliente. Una persona dunque che ha sempre ascoltato il prossimo, con un sorriso davanti a una tazza di caffè.

La pandemia e le difficoltà

I tempi, però, sono cambiati, come i costi delle bollette e anche l’umore delle persone. Dopo i due anni di pandemia poi, lavorare è diventato molto difficile, specialmente stando in mezzo alla gente.

"Le spese sono davvero alte e le persone non sono più le stesse - ha detto, dispiaciuta e amareggiata - Quando ho aperto la mia attività, 16 anni fa, dopo la gavetta in altri locali, le cose andavano bene. Venivano clienti, famiglie, e ci si fermava a chiacchierare, socializzare, si facevano domande sulla propria salute e si era interessati alla risposta. Ora no, le cose sono diverse, forse la pandemia ci ha cambiati. Si è tutti più stanchi, più cupi e più nervosi: le persone scattano per niente, non salutano più quando entrano ma attaccati al cellulare fanno segno di volere un caffè. Sentire “per favore” e “grazie” è quasi una rarità. E poi ci si sono messi anche i soldi: non è più sostenibile andare avanti come prima, un calo della clientela c’è stato. Sicuramente dopo le chiusure le persone hanno cambiato abitudini: poche che vengono a bere il caffé o l’aperitivo, preferiscono fare la colazione a casa. In giro c’è poco movimento e la piazza è quasi sempre vuota. Di conseguenza c’è stato un calo di fatturato mentre gli altri prezzi sono lievitati, quello delle bollette è un esempio lampante: 900 euro per la corrente. Decisamente troppo".

Più l’affitto, che è comunque caro.

"Quando ho iniziato a fare questo lavoro ero davvero entusiasta ma gli anni e le cose cambiano, non sono più la stessa persona di prima e ho sentito che è arrivato il momento di cambiare radicalmente. Ringrazio i clienti affezionati che sono rimasti con me fino alla fine, i vicini del mio negozio, con i quali spero di mantenere il rapporto e devo dire che è stata davvero un’esperienza molto bella".

 

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