Dimenticate gli scaffali polverosi, i libri ingialliti e rovinati e il regime di silenzio assoluto, ora le biblioteche sono diventate ben altra cosa. Sono spazi di comunità e di condivisione, o meglio lo sono sempre state per vocazione, quali primo presidio di informazione all’interno di una comunità, con accesso libero e gratuito per tutti, senza distinzioni, censura e influenze.
Un ponte tra cittadini, tra culture, generazioni che ha attraversato secoli e secoli per ritrovare una una veste accattivante che pare non conoscere crisi e anzi riscoprire la sua funzione originaria di baluardo dell’informazione, di fronte all’imperversare di fake news, contenuti modificati con Intelligenza artificiale e incapacità di discernere ciò che è vero da ciò che viene raccontato.
A confermarlo sono i dati di bilancio della Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese presentati nei giorni scorsi in Provincia che confermano il trend positivo su più fronti, un generale interessamento dei cittadini alle attività della biblioteca e un fiorire di nuove prospettive che hanno riempito gli spazi comunitari non solo di libri ma a partire dai libri.
«La biblioteca pubblica, via d’accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l’apprendimento permanente, l’indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell’individuo e dei gruppi sociali» recita il Manifesto Unesco sulle biblioteche pubbliche datato 1994: un concetto che oggi più che mai a oltre trent’anni di distanza è rimasto attuale e applicabile grazie ad un servizio di qualità e capillare offerto dalla Rete con il supporto della Provincia e dagli otto Sistemi bibliotecari che la compongono, fatti dei singoli comuni che hanno aderito e che credono nell’importante ruolo della biblioteca sui propri territori.
I dati della Rbbc
«Le biblioteche sanno rispondere alle sollecitazioni del territorio e spesso anticipare i bisogni – ha detto Nini Ferrari, Consigliera con delega per la Cultura e per la Rete Bibliotecaria – Dopo l’esperienza del Covid le biblioteche sono state progressivamente riconosciute come luoghi del benessere sociale e dell’inclusione, dell’esercizio della cittadinanza attiva e della formazione culturale nell’arco della vita. La scarsa istruzione è da sempre un pericolo: la conoscenza di oggi può contrastare la povertà di domani».
E la conferma arriva dai dati con aumenti su più fronti.
Ad esempio sono cresciuti del 1,11% per cento utenti attivi, cioè le persone che hanno fatto almeno un prestito negli ultimi 12 mesi, e i prestiti sono sostanzialmente stabili, con un aumento costante del prestito interbibliotecario.
Nel 2025 gli utenti attivi delle biblioteche bresciane sono circa il 12 per cento di tutta la popolazione, sopra la media nazionale; nel 2021 erano poco più del 7%. Calcolando che in Lombardia i lettori da definizione ISTAT sono indicativamente una persona su due, vuol dire che chi va in biblioteca ormai rappresenta circa il 25% dei lettori bresciani.
«Il ritorno per i cittadini non è solo di piacere e di crescita personale. Infatti – ha affermato la consigliera Ferrari – si stima che il valore dei prestiti fatti nel 2025 è di oltre 43.400.000 euro (calcolato sulla base di una stima di costo medio di 18 euro a libro) di cui per i bresciani 37.500.000 euro. Un dato che dimostra che le risorse investite sono registrate con apprezzamento e positività viene anche da un recente questionario proposto alle persone che si collegano all’OPAC, il catalogo on line. I cittadini hanno dato un giudizio molto positivo dei servizi dando una valutazione di 8,50 in una scala da 1 a 10. Un altro dato importante è la crescita delle presenze in biblioteca che registra un aumento di più del 19%. Le persone hanno dimostrato concretamente il desiderio di frequentare degli spazi che vedono come accoglienti, positivi e dinamici. Nel 2025 le ore di apertura delle biblioteche bresciane sono state circa 209.000 in un anno, comprendendo anche le biblioteche cremonesi si raggiungono le 258.200 ore.
«Il costante aumento delle presenze in biblioteca – ha continuato Ferrari – dà la misura che l’impegno dei tanti Comuni, grandi e piccoli del territorio, per tenere vivaci le biblioteche, soddisfare i bisogni di informazione, realizzare eventi, mostre, laboratori e presentazioni ha dato buoni frutti».
In crescita anche i dati della biblioteca digitale Mlol, Anche in questo caso la crescita è dimostrata dai numeri: nel 2025 MLOL Brescia ha visto una crescita dei prestiti di ebook di più del 7,17% e degli utenti del 7,89%.
Il tutto sempre gratuito e accessibili a tutti i cittadini.
L’analisi
Dati che raccontano di una riscoperta del mondo delle biblioteche del loro valore, sia da parte dei cittadini sia da parte degli amministratori.
A determinare questo ritorno tra gli scaffali servizi sempre più a misura, con spazi e progetti per i più piccoli, per le persone con difficoltà e handicap con libri studiati per essere fruiti senza barriere, per le scuole con attività di promozione ad hoc che portano i bambini a scoprire il mondo della biblioteca fin dall’asilo, per gli anziani per un caffè e la lettura dei quotidiani o la certezza di trovare un buon libro come compagnia, e ancora i giovani, studenti soprattutto che qui si ritrovano per studiare e condividere, far nascere amicizie e coltivare passioni. A osservare questi fenomeni gli amministratori più attenti che negli anni hanno investito in spazi e arredi, mettendo a disposizione sedi più accoglienti e accessibili, ampliando gli orari di apertura permettendo a tutti di trovare la porta aperta in diversi momenti della settimana e capendo la necessità di fare rete, prendere esempio da chi fa meglio e creare connessioni aprendo le biblioteche anche ad esperienze sociali e di formazione come corsi e sportelli.
Un servizio oneroso, che non si autofinanzia ma che si nutre del suo essere indispensabile per una comunità che vuole crescere e avere punti fermi, non in balia dei tempi bizzarri che stiamo vivendo e che ci aspettano.