A rispondere, a suo modo, alle varie accuse cadute da ogni parte per quanto accaduto alla santella di Manerbio pare essere stato proprio il proprietario dell’appartamento, che attraverso i social si è voluto scusare.
Le scuse
Queste le sue parole:
“Mi scuso tutti per stamattina, per quello che è successo – ha spiegato – I ragazzi che hanno pitturato non sapevano dell’immagine della Madonnina e del significato sacro, quando avevamo preso la casa il vecchio proprietario non ci ha detto niente, nemmeno che non potevamo pitturare. Poi quando abbiamo preso il permesso per pitturare fuori, anche il Comune non ha detto nulla. Ho fatto un errore però non è colpa nostra perché noi non lo sapevamo che l’immagine che c’era sul davanti c’era da così tanti anni e neanche le persone che passavano non hanno detto nulla e quando abbiamo fatto tutto sono intervenute. Mi scuso per questa cosa e sono deluso, lo dico dal cuore. Sono tanti anni che sono qua e io rispetto le legge e le regole – e riguardo le conseguenze dell’accaduto ha commentato – Come mi dicono io faccio, pulizia e se mi dicono di mettere un’altra foto bella così, io la metto poi gli dico. Scusatemi ancora tanto io non volevo fare questo, sono trent’anni che sono qua e sempre a Manerbio, voglio rispettare la nostra città adesso e in futuro, perdonatemi”.
Il testo, scritto con tutta probabilità con un traduttore, è stato sistemato per rendere più comprensibile il messaggio dell’uomo.
Cosa è successo
La città, domenica 21, si è svegliata senza più la sua raffigurazione sacra sul Piazzolo. Al suo posto una colata di vernice fresca color grigio che ha cambiato (ci si augura non per sempre) il volto del centro. I fatti risalgono a domenica mattina, quando degli imbianchini attrezzati con cestello hanno dato il via al rifacimento della facciata dell’abitazione acquistata da poco da un cittadino straniero. Lo stesso che, durante l’operazione, si è occupato di supervisionare l’opera in corso. Tutto nella norma, se non fosse che la tinteggiatura non sia mai stata approvata dagli enti preposti visto che nel centro storico di ogni paese e città sono in vigore da anni diverse restrizioni. Restrizioni su facciate, infissi e tantissimo altro, anche piccoli particolari che ai più possono risultare insignificanti. Ma non in questo caso. Soprattutto perchè il muro protagonista del «fattaccio» ospita un affresco risalente al 1800.
L’intervento dei cittadini
Dopo che alcuni manerbiesi, nella mattinata di domenica, hanno messo in dubbio la realizzazione dell’opera, anche via Social, sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno bloccato immediatamente i lavori. Serve dirlo, troppo tardi perché la frittata non fosse già stata fatta. A salvarsi un piccolo angolino della facciata originale.
“Purtroppo questa mattina si è verificato un fatto grave per la nostra comunità. Senza le necessarie autorizzazioni, i proprietari di un immobile del centro storico hanno proceduto alla tinteggiatura della facciata della propria abitazione, coprendo un’immagine sacra di grande valore storico, artistico e identitario per Manerbio – questa la reazione a caldo del sindaco Paolo Vittorielli – Non appena ricevuta la segnalazione, è stato richiesto l’intervento dei Carabinieri, che hanno provveduto a interrompere i lavori e ad avviare gli accertamenti del caso. Ho convocato un tavolo tecnico per affrontare la situazione, con l’obiettivo di verificare ogni responsabilità e, soprattutto, valutare tutte le possibili azioni per il recupero e il ripristino dell’opera, patrimonio storico e culturale dell’intera comunità”.
E il tavolo si è riunito l’indomani, lunedì mattina, con la decisione di contattare immediatamente la Soprintendenza della Belle Arti che stamattina, venerdì, con la sua restauratrice si occuperà di analizzare la vernice, e l’intero stato della facciata, per capire se si possa recuperare l’affresco e con quali modalità:
“Gli accertamenti svolti dagli uffici comunali hanno confermato che l’intervento che ha determinato la copertura dell’affresco è stato eseguito in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative – ha dichiarato il sindaco Paolo Vittorielli – Per questo motivo è stata notificata un’ordinanza di sospensione immediata dei lavori e sono state attivate tutte le procedure previste dalla normativa vigente. Della vicenda è stata informata la Soprintendenza che nei prossimi giorni svolgerà le valutazioni e gli approfondimenti di propria competenza per analizzare ogni possibile soluzione che consenta il recupero dell’affresco. Parallelamente, come amministrazione comunale faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per salvaguardare e restituire alla comunità un bene che rappresenta un importante patrimonio storico, culturale e identitario. In questa fase è fondamentale che venga fatta piena chiarezza sui fatti, nel rispetto delle istituzioni e delle norme poste a tutela del nostro patrimonio. L’impegno dell’Amministrazione resta quello di seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, collaborando con tutti gli enti coinvolti”.