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Frana di Tavernola: dopo il terremoto Regione sospende l'attività di brillamento in cava

In attesa di nuovi dati sulla frana a seguito del fenomeno sismico di sabato, il Pirellone ha prescritto alla Italsacci di sospendere l'attività in Cà Bianca.

Frana di Tavernola: dopo il terremoto Regione sospende l'attività di brillamento in cava
Attualità Sebino e Franciacorta, 23 Dicembre 2021 ore 12:57

L'attività di brillamento mine nella miniera Cà Bianca nel Comune di Parzanica da parte del cementificio di Tavernola è stata sospesa. La comunicazione di Regione Lombardia è di ieri, mercoledì, ed è stata indirizzata al Comune, alla Questura e all'azienda Italsacci.

Frana: dopo il terremoto Regione sospende i brillamenti

Regione Lombardia, in attesa degli accertamenti a seguito del terremoto di sabato, ha comunicato al cementificio di Tavernola di sospendere le attività di brillamento delle mine nella cava Cà Bianca di Parzanica. E’ di ieri, infatti, la prescrizione del Pirellone per sospendere l'utilizzo di esplosivi in cava fino a nuova indicazione.

"Considerata la necessità di valutare l'andamento del fenomeno franoso sul monte Saresano a seguito dell'evento sismico del 18 dicembre, e non potendo escludere che ulteriori fenomeni di assestamento possano verificarsi, nelle more della consegna delle analisi dei consulenti regionali incaricati dello studio sul dissesto del monte Saresano e vista la prescrizione ai sensi della quale 'le attività di test e le eventuali attività di coltivazione successive dovranno essere interrotte immediatamente qualora tale indicazione fosse comunicata da Regione Lombardia sulla base delle indicazioni dei consulenti incaricati, anche sulla base delle rilevazioni del complesso sistema di monitoraggio attivo del corpo di frana, si prescrive la sospensione delle attività di brillamento delle volate previste dal programma approvato con decreto regionale del 27 luglio fino a nuova indicazione", si legge nel documento di Regione.

Legambiente prepara un nuovo esposto

Legambiente lancia nuovamente l’allarme per la frana del monte Saresano e prepara un nuovo esposto. In una fotografia di metà dicembre si vede chiaramente come le fessurazioni di alcuni centimetri riscontrate a febbraio lungo la bretella che collega Tavernola a Parzanica si siano allargate: il fronte da oltre due milioni di metri cubi continua a muoversi. E ora c’è da capire se e quanto il fenomeno sismico di sabato abbia influito sullo "scivolamento" della frana.

"La cementifera ha ripreso la sua attività a pieno regime - ha evidenziato il presidente del circolo Basso Sebino, Dario Balotta - I suoi magazzini sono tornati pieni di materiale pericoloso per l'ambiente e i lavoratori, in caso di frana. L’incubo per tutto il lago d'Iseo resta vivo. A pochi metri dalla frazione Squadre, lungo la strada chiusa per Parzanica, le crepe che il movimento franoso aveva provocato nel febbraio scorso si sono allungate e allargate di parecchi centimetri: in pratica sono diventate delle voragini. In queste condizioni andrebbe sospesa ogni attività estrattiva".

Avviato l'iter per la progettazione della messa in sicurezza del monte Saresano

Nel frattempo, sono iniziati i lavori da parte di Autorità di bacino per predisporre l’iter burocratico per avviare la progettazione della messa in sicurezza del fronte franoso del Saresano, per la quale Regione Lombardia ha stanziato un milione e mezzo di euro.

Per l'apertura del cantiere bisognerà attendere fino al 2023 e lo stanziamento dei fondi necessari per l'esecuzione dei lavori: stando alle prime indicazioni sarebbero necessari circa 15 milioni di euro.

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