I due impianti di accumulo preoccupano la minoranza.
Preoccupano i due nuovi mega «Bess»
Il nodo della transizione ecologica bussa alle porte di Flero e accende il dibattito politico tra la minoranza Buongiorno Flero e l’Amministrazione comunale: al centro della discussione la futura realizzazione di due impianti di accumulo di energia elettrica (Bess).
Sono giorni di grande dibattito a Flero, Comune nel cui territorio è stata pianificata la realizzazione di due impianti di accumulo energetico che a detta di Buongiorno Flero sono «a soli 200 metri di distanza l’uno dall’altro e a ridosso dei quartieri residenziali». A sollevare il caso è stata proprio la lista civica che chiede una valutazione d’impatto complessiva e il coinvolgimento diretto dei cittadini.
I numeri descrivono un intervento infrastrutturale di grandi proporzioni. Il primo progetto, denominato Bess Flero, prevede un investimento di 88,6 milioni di euro e dovrebbe sorgere su un’area agricola di 75mila metri quadrati adiacente alla centrale elettrica di via Case Sparse.
Il secondo, il Bess Brescia, da 42,9 milioni di euro, è localizzato a ridosso del confine comunale, tra il carcere di Verziano e le abitazioni di via Pietro del Gallo.
Pur facendo capo a soggetti diversi e seguendo iter amministrativi distinti (uno al ministero dell’Ambiente, l’altro in Regione Lombardia), i due siti formeranno di fatto un unico polo energetico.
L’allarme
Preso atto del progetto, Buongiorno Flero ha lanciato l’allarme per «Valutare gli effetti d’insieme». I rappresentanti dell’opposizione hanno spiegato: «Non siamo contro la transizione energetica, ma il territorio non può essere considerato un semplice spazio disponibile».
Il gruppo consiliare contesta la scelta di valutare le due opere come indipendenti, perché «gli effetti su viabilità, paesaggio, consumo di suolo, isole di calore e sicurezza antincendio vanno considerati nel loro insieme. Le procedure sono ancora aperte, c’è lo spazio per correggere ciò che non è adeguato».
L’impianto flerese avrà una potenza di 100 MW per quattro ore (400 MWh totali), utile a stabilizzare la rete elettrica nazionale. Tuttavia, le perplessità locali espresse dalla minoranza rimangono alte. La prima riguarda la classificazione del terreno: i promotori lo definiscono «agricolo non di pregio», mentre l’opposizione ricorda il valore ecologico, di permeabilità e di biodiversità del suolo, chiedendosi perché non siano state scelte aree industriali dismesse.
La seconda riguarda le dimensioni: «L’impianto occuperà 20mila metri quadrati, ma la società ne ha opzionati ben 75mila», hanno osservato nel loro comunicato stampa dei giorni scorsi. «La giustificazione della proprietà è che il venditore imponeva il blocco unico, ma questo non esclude che in futuro possano andare in scena ampliamenti o speculazioni, considerando anche l’ipotesi di una nuova autorizzazione allo scadere dei vent’anni di vita del sito», ha osservato Buongiorno Flero.
Un progetto pensato a fondo e nei minimi dettagli. I progettisti infatti hanno assicurato che l’impianto non produrrà emissioni o scarichi in falda, sfruttando sistemi di raffreddamento a circuito chiuso e vasche di laminazione dedicate. Rassicurazioni per le quali Buongiorno Flero pretende che i protocolli di sicurezza e il rischio incendi vengano analizzati con il massimo livello di rigore e trasparenza tecnica prima di qualsiasi via libera definitivo.
La replica del sindaco
Al dibattito in atto ha fatto sentire la propria voce anche il sindaco flerese Pietro Alberti, precisando che l’Amministrazione è a disposizione della comunità flerese per ogni approfondimento o delucidazione in merito al progetto Bess. «Siamo stati informati e coinvolti quando alcune scelte erano di fatto già state compiute con la società che si era già mossa per il terreno – ha sottolineato il primo cittadino – Parliamo di un’opera di interesse pubblico nazionale e siamo consapevoli che un’eventuale opposizione del Comune non sarebbe di per sé decisiva. Crediamo comunque in un percorso di collaborazione e condivisione e, proprio per questo, ai primi di agosto abbiamo coinvolto anche le minoranze e il progetto è stato analizzato. Come amministratori locali abbiamo posto paletti sulla mitigazione, chiedendo di creare un bosco tutto intorno e rendere la viabilità meno invasiva, sono state date rassicurazioni anche per l’impatto acustico e di non consumo idrico. La nostra intenzione, per massima trasparenza anche con le minoranze, è quella di creare una commissione a cui partecipare – ha concluso Alberti – A questo si aggiunge di tenere una o più assemblee pubbliche per informare tutti i cittadini. Il nostro intento è quello di tranquillizzare la nostra cittadinanza e garantire la massima trasparenza e informazione sul progetto. Non vogliamo che questa vicenda venga strumentalizzata, bensì vogliamo che ogni passaggio venga discusso e spiegato con chiarezza».