E’ arrivato nei giorni scorsi il verdetto del Collegio Arbitrale, chiamato a pronunciarsi sul diritto del Comune di Erbusco a cessare la sua partecipazione in Cogeme Spa. I giudici hanno riconosciuto il diritto dell’ente alla liquidazione delle quote (detiene una partecipazione pari al 7,598%), riscontrando il venir meno del requisito della stretta necessità.
Erbusco vuole uscire da Cogeme: il Collegio Arbitrale ha detto “sì”
Nove anni fa, nel 2017, l’Amministrazione di Erbusco votò all’unanimità la dismissione della partecipazione in Cogeme spa. Una questione messa in stand-by fino al 2022, in virtù della sospensione prevista dalla Legge di Bilancio, che nel 2023 era finita sul tavolo di un Collegio Arbitrale appositamente nominato per pronunciarsi sulla controversia e stabilire il diritto del Comune a chiedere e ottenere la liquidazione delle quote. Dopo una lunga attesa e una serie di colpi di scena, nei giorni scorsi è arrivato il verdetto: il Comune è titolare del diritto alla cessazione della qualità di socio e sussistono i presupposti della dismissione per carenza del requisito della “stretta necessità”. Un pronunciamento che è stato accolto con soddisfazione da parte del sindaco di Erbusco Mauro Cavalleri, che ha mantenuto una posizione ferma sulla vicenda nonostante il dietrofront del Comune di Paderno Franciacorta (che pure aveva deliberato la fuoriuscita dalla società nel 2017) e le forti critiche delle minoranze. Diametralmente opposta, come prevedibile, la reazione del presidente di Cogeme Spa Giacomo Fogliata, che rigetta categoricamente le motivazioni del Collegio e ha annunciato la volontà di avviare le opportune iniziative innanzi la competente Autorità giudiziaria ordinaria.
Il verdetto del Collegio
Per il Collegio, “la nozione di stretta necessità non coincide con la mera utilità o convenienza della partecipazione, ma implica un vincolo di indispensabilità funzionale rispetto alle finalità istituzionali dell’ente”. Secondo i giudici, il fatto che la partecipazione si innesti su una struttura societaria tipo holding, rende “attenuato” il nesso funzionale con le finalità istituzionali dell’ente. Ne consegue la considerazione che il Comune di Erbusco abbia adottato la dismissione “in conformità alle previsioni di cui agli articoli 20 e 24 del Tusp”. Su queste premesse, il verdetto, in base al quale il Comune di Erbusco è “titolare del diritto alla cessazione della propria partecipazione in Cogeme spa” in quanto ricorrono “i presupposti sostanziali della carenza del requisito della stretta necessità”. Per i giudici, Cogeme “è tenuta ad avviare e completare la procedura di liquidazione”, mentre i compensi spettanti ai componenti del Collegio (complessivamente 52.731 euro) sono da dividere al 50% tra l’Amministrazione di Erbusco e la società.
Il commento del sindaco di Erbusco
Dopo una lunga attesa, per il Comune di Erbusco il verdetto rappresenta più che una vittoria: è la conferma della fondatezza delle decisioni intraprese.
“Accogliamo con grande soddisfazione l’esito definitivo del procedimento arbitrale, un risultato che conferma la bontà delle scelte compiute – ha evidenziato il sindaco Mauro Cavalleri – Il Collegio Arbitrale, con la decisione del 4 febbraio, ha confermato il pieno diritto dell’Amministrazione di uscire dalla società e ottenere la liquidazione delle proprie quote. I giudici hanno altresì stabilito che la partecipazione in Cogeme, società con struttura di holding, non risponde ai criteri di “stretta necessità” previsti dalla normativa per gli enti pubblici”.
Cosa succederà adesso?
“La sentenza impone ora a Cogeme Spa di avviare le procedure per calcolare il valore delle azioni e corrispondere al Comune quanto dovuto, seguendo le regole del Codice Civile – ha evidenziato – Questa decisione permette al Comune di Erbusco di recuperare risorse economiche rilevanti, finora bloccate in una partecipazione non più strategica, per reinvestirle direttamente sul territorio a favore della comunità”.
La replica del presidente di Cogeme Spa
Non può finire così. E’ questo il sentimento comune che si respira nella società Cogeme Spa, che ha accolto l’epilogo giudiziario con rammarico e sincero sgomento.
“Con il massimo rispetto per l’Organo arbitrale che si è pronunciato sulla controversia con il socio, prendiamo atto, non senza profonda perplessità, dell’esito del lodo e delle motivazioni in esso contenute – ha evidenziato il presidente Giacomo Fogliata – Motivazioni che non condividiamo affatto, essendo fermamente convinti che non ricorra l’evento presupposto che possa legittimare la cessazione del vincolo societario”.
Da questa premessa, la decisione di resistere.
“È per questa ragione, unita alla volontà di tutelare lo spirito con cui Cogeme è nata e ha saputo rispondere, nel tempo, ai bisogni del territorio, che avvieremo le opportune iniziative innanzi la competente Autorità giudiziaria ordinaria – ha annunciato – Il patrimonio di Cogeme non può e non deve, infatti, disperdersi a fronte dell’iniziativa unilaterale e discrezionale di un singolo Comune, che rischia di minare l’esistenza stessa della società, con un conseguente effetto liquidatorio che inciderebbe sulla valutazione stessa delle partecipazioni dei Comuni e, più in generale sulle attività, degli stessi. E’ evidente che rigettiamo tale scenario e continueremo ad opporci con forza a questa impostazione. Lo dobbiamo agli altri 58 enti pubblici soci che hanno sempre creduto, e continuano a credere, in Cogeme, autentica espressione del territorio e al suo servizio”.