Energia, Streparava: “Bene l’apertura del Governo ma ora servono interventi strutturali”.
Streparava in tema di energia
Il presidente di Confindustria Brescia Paolo Streparava ha commentato le dichiarazioni del ministro Giorgetti nell’ambito del confronto sulla prossima manovra economica e sull’utilizzo della flessibilità europea per la sicurezza energetica:
“Accogliamo con favore le recenti dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla possibilità di utilizzare gli spazi di flessibilità concessi dall’Europa attraverso la clausola di salvaguardia nazionale anche per sostenere famiglie e imprese alle prese con il caro energia. È un’apertura importante, che va nella direzione più volte auspicata dal nostro sistema industriale. Ma occorre essere chiari: gli interventi temporanei, per quanto necessari nell’attuale fase di difficoltà, non possono sostituire una strategia strutturale capace di garantire prezzi energetici sostenibili e competitivi nel lungo periodo”.
“Il sostegno a famiglie e imprese annunciato dal ministro rappresenta un segnale importante, ma non può essere sufficiente – sottolinea Streparava –. Non possiamo continuare a discutere di regole e meccanismi di mercato mentre il sistema produttivo continua a pagare il prezzo di un’energia troppo cara. Servono risposte concrete e durature”.
Tra i principali poli manifatturieri
“Brescia rappresenta uno dei principali poli manifatturieri del Paese, con filiere industriali, a partire dalla siderurgia e dalla metallurgia, fortemente energivore. Per queste imprese l’energia non è una voce accessoria di bilancio – prosegue il presidente degli industriali bresciani –, ma un fattore determinante di competitività internazionale. Ogni differenziale di costo rispetto ai concorrenti europei e internazionali si traduce in minori margini, minori investimenti e, nel tempo, nel rischio concreto di perdere produzioni e occupazione. Non contestiamo il mercato né la necessità di remunerare gli investimenti nella produzione e nelle infrastrutture energetiche. Contestiamo un sistema che, pur sostenuto da incentivi, garanzie e meccanismi regolatori, non riesce a trasferire adeguatamente i benefici di questa stabilizzazione a chi l’energia la consuma e la utilizza per produrre valore.”
“La competitività non può attendere i tempi della politica”
“È tempo di uscire dai sofismi e dalle continue discussioni sui modelli di mercato – prosegue –. La competitività dell’industria e la tutela del potere d’acquisto delle famiglie non possono attendere i tempi della politica. Occorrono interventi strutturali capaci di ridurre il costo dell’energia, attenuare il legame tra prezzo dell’elettricità e gas e garantire alle imprese condizioni di approvvigionamento stabili e competitive. Il confronto in corso con l’Europa rappresenta un’occasione che non possiamo permetterci di sprecare. Le risorse eventualmente disponibili dovranno tradursi rapidamente in misure efficaci, senza perdere di vista l’obiettivo di fondo: affrontare le cause strutturali del divario energetico che penalizza la nostra manifattura”.
“Chiediamo condizioni per competere”
“Non chiediamo privilegi né sussidi permanenti – chiude Streparava –: chiediamo condizioni eque per competere. Il Governo e l’Europa devono assumersi la responsabilità di intervenire concretamente. Perché senza energia a costi competitivi non c’è politica industriale credibile. E senza industria non si difendono né il lavoro né il benessere delle nostre comunità”.