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DEPURATORE DEL GARDA

Depuratore del Garda, i Comitati non ci stanno: «Enti scorretti e inadeguati»

Il depuratore del Garda continua a far discutere: il progetto di collocazione a Esenta di Lonato, con scarico nel fiume Chiese ha scatenato nuovamente la rabbia dei Comitati ambientalisti

Depuratore del Garda, i Comitati non ci stanno: «Enti scorretti e inadeguati»
Attualità Garda, 20 Aprile 2021 ore 07:53

Depuratore del Garda, i Comitati non ci stanno: «Enti scorretti e inadeguati».

Il depuratore del Garda continua a far discutere: il progetto di collocazione a Esenta di Lonato, con scarico nel fiume Chiese ha scatenato nuovamente la rabbia dei Comitati ambientalisti che hanno replicato con una lunga missiva firmata da Ambiente Futuro Lombardia, Aqua Alma Onlus, G.A.I.A. Gavardo, Mamme del Chiese, Visano Respira e condivisa dalle Mamme del Garda.

La replica dei Comitati

«Facciamo seguito a quanto apparso sulle maggiori testate giornalistiche locali negli ultimi giorni in merito alla nuova ipotesi di localizzazione del depuratore del Garda che, secondo i dettami della ormai famosa mozione Sarnico, viene ora individuata nel comune di Lonato del Garda.

Quest’ultima opzione, se confermata, rappresenta un segno di discontinuità rispetto alle posizioni finora assunte dalle istituzioni. Ma al di là della nuova localizzazione proposta, per la quale ci riserveremo di vagliare il progetto per poi entrare nel merito negli appositi tavoli che verranno istituiti, in questa occasione riteniamo assolutamente doveroso ed importante far risaltare ai cittadini bresciani e alla politica locale alcuni aspetti che riteniamo importantissimi e a nostro avviso preoccupanti.

Dopo i molti, forse troppi, errori commessi a livello di condivisione e trasparenza nella comunicazione fra tutte le parti in causa, i principali enti coinvolti avevano promesso, con una certa enfasi mediatica, un tangibile cambio di rotta ma, anche in questa occasione, dobbiamo purtroppo rilevare che nei fatti questo non è assolutamente avvenuto!

Infatti, nonostante le richieste avanzate in più occasioni ad Acque Bresciane ed A.T.O. da parte di comitati e associazioni coinvolti da anni nell’opposizione al progetto Gavardo – Montichiari, questa nuova ipotesi è stata presentata, senza alcuna condivisione preliminare con i territori coinvolti, direttamente in Cabina di Regia!

Visti i 6 mesi di tempo concessi dalla Provincia di Brescia per elaborare la nuova opzione e le promesse fatte nessuno ha potuto esaminare il progetto prima della sua presentazioni in Cabina di Regia ed è davvero sconcertante apprendere che, convocati in Cabina di Regia presso il Ministero dell’Ambiente, fossero presenti i rappresentanti di A.T.O Verona oltre ad A.T.O Brescia, Regione Veneto unitamente a Regione Lombardia, A.T.S. “Garda Ambiente” e l’On. Gelmini e non vi fosse ancora NESSUNO che rappresentasse i territori del fiume Chiese, nemmeno semplicemente per ascoltare; territori che, seppur coinvolti anche in quest’ultimo progetto, ancora non siedono nella Cabina di Regia, come invece promesso in sede di Tavolo Tecnico!

La mancata condivisione di questo importante passaggio PRIMA di ogni successiva condivisione con altri enti ed istituzioni non del territorio bresciano, è stato un comportamento decisamente scorretto e irrispettoso delle prerogative dei cittadini bresciani e dei loro rappresentanti, istituzionali o meno, che si sono ancora una volta sentiti scavalcati da quelle logiche che ne hanno compromesso fino ad oggi il rapporto con gli enti che dovrebbero gestire beni e servizi di primaria importanza.

Risulta, inoltre, dalle dichiarazioni rilasciate, che nemmeno la Commissione Ciclo Idrico della Provincia di Brescia, guidata dal Consigliere delegato al ciclo idrico Giovanni Battista Sarnico e promotore della mozione che porta il suo nome, abbia avuto l’opportunità di vagliare questo studio prima della presentazione in Cabina di Regia, cosa che a nostro avviso, sarebbe stata più che doverosa vista la competenza della Commissione in materia e alla luce anche dei sacrosanti principi di equità e territorialità contenuti nella “Mozione Sarnico”.

Tante e tali sono state le occasioni sprecate per dimostrare veramente ai cittadini la volontà di essere al servizio delle esigenze dei territori piuttosto che invece sentirsi al “comando” e distanti dai territori che si dovrebbero rappresentare e dei cui interessi si dovrebbe essere portatori.

Alla luce di quanto sopra a noi appare oltremodo evidente che i Presidenti di Acque Bresciane ed ATO Brescia non abbiano ancora oggi ben compreso la grande responsabilità che il loro ruolo istituzionale comporta nella gestione della “cosa pubblica” e di una importante risorsa per il futuro quale sarà appunto la gestione dell’acqua.

Tutto l’iter procedurale dal recente passato fino ad oggi in merito a ciò che riguarda la collettazione del lago di Garda ne è la prova tangibile ed evidente.

Anni di scelte sulle localizzazioni, confermate, intoccabili e poi cambiate con la velocità di un battito di ciglia senza nessuna considerazione per i cittadini, a volte offesi e scherniti, che si sono visti dall’oggi al domani con questa spada di Damocle calata sui propri territori, enti che continuano a rimpallarsi scomode responsabilità ma che sempre, anche in questa occasione, hanno messo in evidenza un totale disinteresse verso il vero punto centrale del problema: la tutela delle acque del lago di Garda.

Tanto basta ai sottoscritti per ritenere che i Presidenti di Acque Bresciane ed ATO abbiano dimostrato la loro inadeguatezza nell’assolvere al compito a cui sono stati chiamati; chiediamo quindi a loro un deciso quanto radicale cambio di rotta. Viceversa, chiediamo a chi ne ha il potere, di rimuoverli dal loro incarico».

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