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Deportato nei lager, Medaglia d'Onore a Angelo Borinato

Dal 1943 al 1945 è stato costretto al lavoro coatto nei campi tedeschi. Il primo cittadino: "Esperienze terribili che meritano di essere ricordate"

Deportato nei lager, Medaglia d'Onore a Angelo Borinato
Attualità 09 Giugno 2021 ore 17:52

Ha vissuto sulla sua pelle l’orrore e la sofferenza dei lager e dei campi di lavoro della Germania nazista per essersi rifiutato di combattere per i fascisti dopo l’8 settembre del 1943. Un’esperienza terribile che ha segnato la vita di Angelo Borinato, scomparso nel 1985, ma che gli è valsa anche la Medaglia d’Onore riservata ai cittadini italiani deportati e internati, consegnata martedì al figlio Francesco dal sindaco Samuele Alghisi.

Deportato nei lager, Medaglia d'Onore a Angelo Borinato

Classe 1912, di origini vicentine, il reduce prima della guerra era il responsabile di un reparto della Marzotto di Valdagno, a Vicenza. Partito per la campagna di Albania nella fanteria della divisione Brennero, dopo l'8 settembre del 1943 si era rifiutato di combattare per i fascisti e la Repubblica di Salò ed era stato deportato nei lager: prima a Bathorn poi nel campo di  Norton, vicino all'Olanda, dove fino all'estate del 1945 era stato costretto al lavoro coatto vivendo in condizioni disumane, con poca acqua, poco cibo, senza dignità.

Tornato a casa nell'agosto del 1945, Borinato fino alla sua morte è stato il testimone dell'orrore e delle sofferenze della guerra.

"Esperienze terribili, quelle subite e sopportate dai nostri connazionali, che meritano di essere ricordate - ha commentato il primo cittadino, consegnando la medaglia - Angelo è stato uno dei tanti reduci che hanno fatto la memoria di quei terribili anni di prigionia. Per questo abbiamo deciso di conferire questo riconoscimento, che vuole essere un modo per non dimenticare il nostro passato e condannare nel contempo ogni forma fascista".

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