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protocollo caro materiali

Controllo dei prezzi delle materie prime, nasce il tavolo tecnico di Ance Brescia e Acque Bresciane

L’obiettivo è di evitare il blocco dei cantieri in corso e scongiurare il fenomeno delle gare deserte, per la distanza fra i contratti di appalto e prezzi non aggiornati e gli attuali livelli di mercato.

Controllo dei prezzi delle materie prime, nasce il tavolo tecnico di Ance Brescia e Acque Bresciane
Attualità Brescia, 29 Aprile 2022 ore 16:08

Ance Brescia e Acque Bresciane firmano un protocollo d’intesa per la gestione dell’emergenza del caro materiali nei contratti in corso, istituendo un Tavolo tecnico per il controllo della variazione dei prezzi.

Le parole del presidente Ance

“Abbiamo trovato in Acque Bresciane un alleato attento alle dinamiche che attualmente caratterizzano il mercato, preparato e comprensivo anche dei disagi provocati da questa incredibile situazione. Ad oggi non c’è ancora una linea di azione definita che dica alle Stazioni appaltanti come muoversi in caso di fenomeni inflattivi come quelli attuali. Questa collaborazione rappresenta la piena volontà di individuare, di comune intesa, criteri condivisi per determinare l’effettiva entità delle variazioni dei prezzi delle principali materie prime. La ricerca da parte loro di una possibile collaborazione con l’associazione è stata da subito positivamente accolta”, commenta il presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi.

L’accordo stretto fra le due parti istituisce un Tavolo tecnico formato da esperti, nominati in modo condiviso fra Ance Brescia e Acque Bresciane, che avranno il compito di determinare, con scadenza periodica breve, le variazioni dei prezzi delle principali materie prime utilizzate per l’esecuzione degli appalti indetti e in corso di esecuzione. In tal modo si potrà consentire alla stazione appaltante di definire gli incrementi riconoscibili dei prezzi delle materie prime per gli appalti in corso, a condizione che non venga alterata la natura generale del contratto.

Il presidente di Acque Bresciane, Gianluca Delbarba spiega:

“Ritardi nella consegna di materie prime e rincari rischiano di tradursi in mancate chiusure dei cantieri in corso e ritardi nell’avvio dei nuovi. I mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria si traducono in disservizi per i cittadini e aggravi per tutti, in particolare nei casi in cui si tratta di risolvere infrazioni europee. Un tavolo di confronto può tutelare tutte le parti coinvolte”.

Con l’aggravarsi dell’emergenza e lo scoppio del conflitto russo-ucraino, la difficoltà di approvvigionamento per le imprese è diventata sempre più pressante, a causa dei rincari straordinari. Problematica che Acque Bresciane ha riscontrato anche fra le imprese incaricate dell’esecuzione delle proprie opere. L’azienda ha in essere numerosi appalti in provincia, alcuni dei quali di particolare rilievo, e nell’ultimo piano di bilancio ha dichiarato che entro il 2045 prevede un investimento di oltre un miliardo di euro per interventi da realizzare sul territorio. Per individuare soluzioni utili alla salvaguardia dei contratti avviati il Gestore unico del Servizio idrico si è rivolto all’associazione bresciana dei costruttori edili, con la quale in breve tempo è stato raggiunto un significativo accordo. L’obiettivo è di evitare il blocco dei cantieri in corso e scongiurare il fenomeno delle gare deserte, per la distanza fra i contratti di appalto e prezzi non aggiornati e gli attuali livelli di mercato.

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