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Confagricoltura Brescia: venerdì l’assemblea annuale al Brixia Forum

Garbelli: "La vera sfida è esserci anche tra altri 110 anni"

Confagricoltura Brescia: venerdì l’assemblea annuale al Brixia Forum

Confagricoltura Brescia: venerdì l’assemblea annuale al Brixia Forum.

I 110 anni: anniversario speciale

L’assemblea annuale di Confagricoltura Brescia è in programma venerdì 27 febbraio 2026 al Brixia Forum con un significato particolare rispetto al passato dal momento che quest’anno ricorrono i 110 anni dalla sua fondazione. L’assemblea si svolge in un contesto complesso per l’agricoltura italiana ed europea, contesto segnato da instabilità geopolitiche, tensioni commerciali, incertezze legate alla Pac, dinamiche di mercato difficili, a partire dal prezzo del latte, e trasformazioni profonde nei consumi, come nel comparto vitivinicolo. Proprio per questo, l’edizione 2026 sarà fortemente orientata all’analisi economica e al confronto sulle priorità del settore.

Prevista l’introduzione ad opera del presidente Giovanni Garbelli, a seguire l’intervento del giornalista Dario Fabbri con un approfondimento sul quadro geopolitico internazionale e sulle ripercussioni delle tensioni globali sull’economia e sull’agricoltura. Successivamente un tavolo di confronto dedicato ai temi più urgenti per il territorio: la crisi del settore lattiero-caseario, le difficoltà del comparto vitivinicolo, le prospettive delle agroenergie e il nodo dei costi produttivi. Al dibattito parteciperanno rappresentanti politici, istituzionali e del mondo economico, tra cui l’assessore regionale all’agricoltura Alessandro Beduschi. Come da tradizione, sarà inoltre conferito il premio Galantuomo dell’agricoltura, che quest’anno verrà assegnato al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. A concludere i lavori sarà il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, che offrirà una lettura delle dinamiche nazionali ed europee del comparto, anche grazie al suo osservatorio privilegiato da presidente europeo del Copa-Cogeca.

Il punto sull’annata agraria 2025: i dati

L’agricoltura bresciana nel 2025, nonostante le difficoltà, ha dimostrato di essere resiliente: le imprese agricole attive in provincia sono 9.080, pari al 22 per cento del totale lombardo, con una flessione più contenuta rispetto al dato regionale e nazionale. Gli addetti sono 17.080, in crescita del 2,2 per cento su base annua, a testimonianza di un settore che continua a generare occupazione. Il lattiero-caseario si conferma il pilastro dell’economia agricola provinciale: con oltre 279 mila bovine da latte in 1.086 aziende, Brescia rappresenta circa un terzo della produzione regionale, grazie a 17,5 milioni di quintali di latte prodotti, in aumento dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente. Sicuramente un buon segnale ma che si inserisce in un quadro di forte tensione dei prezzi, con ripercussioni non da poco sulla redditività delle stalle.

Segnali di rafforzamento in questo senso giungono dal comparto suinicolo: quest’ultimo, in particolare, conta circa 1,14 milioni di capi, pari al 30 per cento del patrimonio lombardo: a fronte di una riduzione del numero di aziende, cresce la consistenza media degli allevamenti, confermando un percorso di consolidamento e specializzazione. Nell’avicoltura emergono dinamiche differenziate: il segmento delle carni risente ancora degli effetti dell’aviaria, mentre il comparto delle uova registra una crescita significativa sia nel breve sia nel medio periodo.

“In una fase di assestamento”

“Veniamo da due decenni complessivamente positivi per la nostra agricoltura – sottolinea il presidente Garbelli –. Oggi siamo in una fase di assestamento e, in questi momenti, la cosa più importante non è guardarsi indietro, ma capire dove vogliamo andare. Abbiamo bisogno di una strategia nazionale concreta, che parta dall’integrazione delle filiere. Le difficoltà attuali, dal prezzo del latte alle tensioni nei comparti suinicolo e avicolo, fino alle trasformazioni dei mercati cerealicoli e vitivinicoli, evidenziano la necessità di una maggiore coesione nella filiera, tra agricoltura, trasformazione e distribuzione. Quando l’economia rallenta, infatti, emergono tutte le fragilità di una filiera non abbastanza integrata. Dobbiamo lavorare per mettere davvero gli agricoltori al centro, con strumenti finanziari adeguati, manodopera formata e politiche energetiche vicine alle imprese. Nel celebrare i nostri 110 anni, rilanciamo una visione che unisce tradizione e innovazione, radicamento territoriale e apertura ai mercati, competitività e sostenibilità. La vera sfida è esserci anche tra altri 110 anni. Crescere in competitività senza perdere identità, produrre reddito ma anche valore sociale: se sapremo restare uniti e avere una strategia chiara, non dovremo temere le sfide che ci attendono in futuro”.